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Export, Brescia continua a crescere anche nel primo trimestre 2018

Orizio (Apindustria): «Preoccupati dai dazi e per l’automotive bresciano»

Prosegue anche nel primo trimestre 2018 la crescita dell’import-export bresciano. A registrarlo sono i dati diffusi dall’Istat rielaborati dal Centro Studi di Apindustria. Il dato complessivo rileva che, nel 2018, le esportazioni bresciani hanno raggiunto  quota 4.129.179.343, un dato in lieve flessione rispetto all’ultimo trimestre 2017 (4.135.757.240) ma in crescita del 9,1% se paragonato all’analogo periodo del 2017 (3.782.145.197). Per quanto riguarda le importazioni, queste hanno raggiunto quota 2.524.007.837, in crescita sia rispetto all’ultimo periodo 2017 (2.370.186.291) sia soprattutto (+12,7%) rispetto al primo trimestre 2017 (2.240.987.665). Grazie a questa performance, come sottolinea il rapporto Istat, Brescia viene inserita nell’elenco delle province (Milano, Varese, Asti, Bergamo e Treviso) che contribuiscono positivamente all’export nazionale nel primi tre mesi dell’anno.

 


In forte crescita risulta in particolare l’export verso la Germania, superiore agli 870 milioni di euro (+11,2%), ma col segno più sono anche le importazioni da quel Paese (481 milioni; +10,8%). In crescita le esportazioni anche verso gli Stati Uniti (256 milioni di euro, +12,2%). Brusca frenata delle esportazioni invece verso l’Asia (-5%) e la Cina in particolare (-7%).

 

«Premesso che oltre all’export sta crescendo ancor più l’import e quindi che i conti bisognerebbe farli al netto di questa differenza – afferma Alessandro Orizio, vicepresidente di Apindustria con delega  all’internazionalizzazione -, come avevamo  dichiarato a dicembre il 2018 è iniziato con una lieve flessione rispetto a fine 2017. Fortunatamente Brescia, partita più lentamente e in ritardo rispetto ad altri territori, da tempo sta mostrando una crescita costante: un segnale di stabilità senz’altro positivo». Timori, ovviamente, ci sono anche rispetto alla chiusura dei mercati e ai segnali che arrivano in tal senso: «I dazi ovviamente preoccupano – sottolinea Orizio -. Dagli annunci si è passati ai fatti e questo causerà danni. Una scelta miope, che mette in difficoltà numerose aziende che negli Stati Uniti hanno investito e fatto progetti.Brescia peraltro ha un motivo di preoccupazione in più, legato all’automotive e al rapporto con la Germania. Se meno automobili vengono esportate negli Stati Uniti, a rimetterci, inevitabilmente, è anche Brescia».

 

Data di pubblicazione: 12/6/2018


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