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I viaggi di acqua

I Tamburi del Tempio di Fudenji, mercoledì 21 giugno ore 21.15

Martedì 21 giugno (ore 21,15) prende il via con un raro e particolare appuntamento musicale la tredicesima edizionedi Acque e Terre Festival, rassegna che offrirà anche quest’anno uno sguardo sulla cultura etnico-popolare.

I Viaggi di Acqua, così è denominata la prima parte del Festival, ospitano alcuni appuntamenti musicali che si fanno tramite delle diverse tradizioni, proponendo in alcuni casi contaminazioni tra singolari sonorità,in un continuo e vitale confronto tra loro.

Come da tradizione i Viaggi di Acqua si aprono a Calcinato con una serata che si inserisce idealmente all’interno della Festa Europea della Musica. Sul palco di Piazza della Repubblica si esibiranno i Fudendaiko, i Tamburi del Tempio Zen di Fudenji (Tabiano Terme). Il gruppo, composto da un numero variabile di percussionisti fino alla grande formazione di sedici (otto saranno quelli presenti a Calcinato), è stato fondato nell'estate del 2012 da Fausto Taiten Guareschi, abate del monastero zen Soto Shobozan Fudenji, e da Thomas Shuichi Kurai, abate del Monastero zen Soto Sozenji a Montebello, fondatore del Taiko Center di Los Angeles.

Il suono dei Taiko tra cui l’O-Daiko, il grande tamburo particolarmente suggestivo, è intenso e avvolgente e riporta immediatamente al primo suono che ci accompagna nel venire al mondo: il pulsare del cuore della propria madre. Suonare e ascoltare il Taiko significa, quindi, entrare in armonia con se stessi e percepire la sensazione di far parte del Tutto. I Taiko, sono per tradizione strumenti usati nella musica popolare e religiosa: durante le occasioni di festa in Giappone, i cosiddetti Matsuri, non manca mai un’esibizione di Taiko. Con la parola giapponese Taiko però non si intende solo lo strumento musicale, il tamburo, ma anche il genere musicale cui esso dà vita e la forma di spettacolo ad esso intimamente legata. Usato da tempo immemorabile nelle zone rurali del Giappone anche durante le cerimonie per la semina, per mostrare rispetto agli Dei ed ottenere buoni raccolti, viene usato quotidianamente dai monaci Zen durante le cerimonie e la meditazione e nei vari dojo per scandire alcune fasi di allenamento. La pelle del tamburo, in lingua giapponese, viene definita specchio (kagami) perché riflette la persona che si pone davanti ad essa. Se il tamburo viene suonato senza interesse e con carenza di rispetto, ne risulterà un suono afono e senza vita. Se invece viene suonato con cura e buona intenzione, il risultato sarà forte, pieno di vita e toccherà il Cuore di chi ascolta.

In caso di maltempo, il concerto si svolgerà alla stessa ora presso l’Auditorium don Bertini in Piazza Don Bertini, a Calcinato.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

Data di pubblicazione: 19/06/17


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