Serie A 2020: il ritorno delle grandi piazze


Lecce, Verona e Brescia arricchiscono il prossimo campionato

La stagione messa in cantina ha visto la retrocessione del piccolo Chievo Verona, vera favola del nuovo millennio, – finita in scarabocchio secondo Gianni Mura – capace da un borgo del capoluogo veneto di issarsi sino alla Champions League. Assieme alla squadra di Campedelli cade in B l’Empoli di Corsi e il Frosinone, al suo secondo campionato di Serie A e alla seconda immediata caduta nella cadetteria. A salire fra le venti nobili del calcio italiano troviamo Lecce, Brescia e Verona: il primo dato che balza all’occhio è il ritorno in A di nobili e grandi piazze che da un po’ mancavano sul più importante palcoscenico pallonaro in Italia.

Verona torna in A dopo appena una stagione e sarà l’unica rappresentante della città come non accadeva da quasi 20 anni: il Brescia fa il suo ritorno a distanza di 8 lunghi anni dall’ultima volta, con non più Corioni ma il nuovo ed ambizioso Presidente Cellino, dopo i felici anni di Cagliari. Torna anche il Lecce, a rappresentare la Puglia priva della storica piazza di Bari: per i giallorossi ben allenati da Liverani sarà l’occasione di attrarre tutto il bacino del Sud alla disperata caccia di un biglietto per assistere da vicino alle partite delle proprie squadre del cuore, vista la totale assenza nel meridione di altre partecipanti, Napoli escluso.

Le quote scommesse sulla Serie A elaborate da Bwin vedono il Brescia come la squadra con la più alta possibilità di retrocessione: sono pagato 2 mila volte la posta, a differenza di un Lecce e Verona dati a 1.001.

Il calciomercato per queste squadre deve ancora decollare, a differenza delle big italiane che hanno già messo mano pesantemente al portafoglio. Per una Juve che lo ha fatto principalmente a livello di ingaggi, con i lussuosi parametri zero di Rabiot e Ramsey, c’è una Roma che ha pagato 30 milioni di euro per il portiere Pau Lopez, ex Betis Siviglia, entrato nella top ten dei portieri più pagati di sempre, oltre ai 20 spesi per Diawara nell’affare che ha portato Manolas al Napoli.

Quest’ultimo ha sborsato i 36 milioni di euro della clausola del greco e non è finita qui: arriva dalla Turchia anche il giovane centrocampista Elmas per 15 milioni. Mattatore del mercato fin qui è l’Inter: arriva Sensi per 5 milioni di prestito più i futuri 25 di riscatto. Ecco anche Lazaro, esterno ex Herta Berlino per 22 milioni, più l’oneroso arrivo zero di Godin, in attesa dei grandi colpi (Barella e Lukaku), finanziati magari dalla cessione di Icardi e Nainggolan.

Chi resta nelle retrovie è il Milan, spese mirate e non altisonanti per Krunic e Theo Hernendez, con Bennacer anch’egli prossimo alla chiusura: è lecito però attendersi, tifosi in primis, nomi ben più importanti per riportare i rossoneri quanto meno dentro la lotta per il quarto posto e rientrare dopo 7 lunghi anni in quella Champions League storicamente di casa per i diavoli rossoneri.

 

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