Dazi, Coldiretti: stop Cina a Usa spinge il Made in Italy

La guerra dei dazi – sottolinea la Coldiretti – è un elemento distorsivo e pericoloso per il commercio mondiale che pesa duramente sulla crescita dell’economia manel nuovo scenario si aprono anche opportunità per il Made in italy che l’Italia deve saper cogliere. Le spedizioni di vino statunitense in Cina – sottolinea la Coldiretti – si sono ridotte del 25% nel 2018 a causa delle tensioni tra i due Paesi mentre l’Italia nello stesso anno ha venduto al gigante asiatico vino per 127 milioni di euro collocandosi al quarto posto tra i principali fornitori dopo Francia ed anche Australia e Cile che godono di intese commerciali a dazi zero.

 Per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi la Cina – precisa la Coldiretti – è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano piu’ vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi. Un mercato dunque strategico per i viticoltori italiani che – continua la Coldiretti – puo’ essere rafforzato grazie all’accordo sulla Via della Seta.

 In realtà – sottolinea la Coldiretti – è ampia la gamma di prodotti agroalimentari statunitensi colpiti dalla ritorsione cinese e riguarda tra l’altro acqua minerale, frumento, carne, succhi di frutta, olio di oliva, gelati, pasta all’uovo, marmellate, pesche sciroppate e conserve di pomodoro che sono voci molto importanti dell’export agroalimentare Made in Italy.

 La vendetta della Cina contro i dazi di Trump sta pero’ provocando – continua la Coldiretti –  lo sconvolgimento dei mercati mondiali anche delle materie prime agricole. Una situazione che ha spinto lo stesso presidente Donald Trump ad annunciare un nuovo programma di aiuti ai farmers statunitensi per 16 miliardi di dollari con il rischio di effetti distorsivi sul commercio internazionale. Una guerra planetaria che – conclude la Coldiretti – va quindi va attentamente monitorata da parte dell’Unione Europea per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie anche a livello comunitario.

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