Acqua, suolo, clima: la sfida è aperta
Non basterà certo una mattinata e una manciata di giorni di allestimento della mostra “Tecniche irrigue in condizioni di scarsità idrica” realizzata da studenti e ricercatori dell’Università degli studi di Brescia (DICATAM) per dipanare un tema talmente complesso e attuale come quello dell’utilizzo delle risorse idriche e del loro rapporto con il suolo e con il clima*. I cambiamenti climatici e l’approccio scientifico per far fronte ad essi assumono però un impatto diverso come emerso dalla serie di relazioni presentate stamane a Trenzano, sotto lo sguardo vigile del pubblico, composto da piccoli studenti e semplici cittadini.
Promotore dell’iniziativa è la Fondazione Cogeme Onlus in collaborazione con Acque Bresciane, il Comune di Trenzano, l’Università degli studi di Brescia e Cogeme Spa, nell’ambito di un percorso ormai decennale quale Pianura sostenibile che ha celebrato il suo compleanno poche settimane fa con una pubblicazione ad hoc**. Stefano Barontini dell’Università degli studi di Brescia ha ripercorso il legame tra irrigazione tradizionale e mitigazione del cambiamento climatico riflettendo sulle caratteristiche delle oasi, alle quali è dedicata la mostra documentaria allestita per l’occasione presso l’Auditorium “Tullio Padovani”. L’idea, come Stefano Barontini e Amina Louki ricordano, è nata a giugno 2014, in vista dell’Anno Internazionale dei Suoli (International Year of Soils 2015) e come occasione di crescita e condivisione culturale tra studenti di diversa formazione e provenienza, per lo più legati al bacino mediterraneo e successivamente costituitisi nel Gruppo di studio Al—Biruni.
L’obiettivo della mostra è dare uno spunto di riflessione sull’importanza dell’irrigazione tradizionale come asse portante delle oasi, dell’approvvigionamento alimentare, e della lotta contro il degrado del suolo e contro il cambiamento climatico. “La carenza di acqua – infatti – non consente l’agricoltura ma una scorretta gestione dell’acqua può indurre alla salinizzazione e all’impoverimento del terreno, e avere infine sul suolo e sulla producibilità agricola ricadute negative quanto l’aridità”. Alle tecniche tradizionali hanno fatto da pendant gli approcci innovativi presentati nell’Intervento della Prof.ssa Giovanna Grossi , Università degli studi di Brescia e coordinatrice di Watshop***, lo sportello della scienza finanziato nell’ambito del progetto europeo SciShops che mira a sostenere e stimolare la collaborazione tra i cittadini, gli enti di ricerca pubblici e privati e le aziende, nell’ambito della corretta e intelligente gestione delle risorse idriche nel clima che cambia.
Nell’ottica di una nuova partecipazione al controllo dell’acqua per la quale la sostenibilità si raggiunge solo quando l’uomo protegge e migliora le risorse naturali, l’alterazione del ciclo naturale delle acque assume una connotazione ancora più significativa se raffrontato alle “nature based solutions” intese come vere e proprie opportunità di mitigazione del rischio idraulico. “L’approccio NBS, connesso a idee come Natural Systems Agriculture, Natural Solutions, Ecosystem-Based Approaches, Green Infrastructures (GI) e Ecological Engineering è in linea con lo stesso approccio partecipativo che lo sportello della scienza sta portando avanti in questi anni” conferma la Prof.ssa Grossi.
Soluzioni concrete alla base dei cambiamenti, così come quelle introdotte da Acque bresciane tramite la Responsabile progettazione Unica Ing. Sabrina Colli che, in relazione all’impatto prodotto dal fenomeno globale dei cambiamenti climatici, sottolinea come la configurazione impiantistica della società non risulti particolarmente soggetta a fenomeni atmosferici anche di forte entità e pertanto non vi siano fattori prioritari nella copertura dell’integrità del patrimonio aziendale.
“Pur nel contesto di relativa sicurezza sono comunque oggetto di analisi e discussione con l’ufficio d’ambito l’analisi di scenari che possano far emergere fattori di rischio specifici allo scopo di modificare, eventualmente, il piano degli interventi non appena fosse ritenuto opportuno” afferma la responsabile di Acque Bresciane.
Per anticipare eventuali problemi futuri e comunque per ridurre al minimo lo spreco della risorsa acqua, un’attenzione particolare è focalizzata in modo specifico sul progressivo miglioramento dell’efficienza ed ammodernamento della rete idrica, allo scopo di ridurre il livello delle perdite/ dispersioni di acqua. Non c’è dubbio che in un orizzonte temporale di lungo periodo sarà opportuno prevedere integrazioni al piano d’Ambito per la realizzazione di infrastrutture dedicate allo stoccaggio della risorsa idrica se continuerà, anche a livello locale, il trend di crescita della temperatura media. Ad oggi, per dare alcuni numeri, i principali interventi di Acque bresciane in Pianura si è concentrato sugli impianti acquedottistici e di depurazione: 2.280.000 euro spalmati sugli impianti di Palazzolo sull’Oglio, Chiari, Berlingo, Travagliato, Flero, Villachiara, Borgo San Giacomo e 15.670.000 euro sulla depurazione nei Comuni di Pontoglio, Quinzano, Poncarale, Trenzano, Comezzano Cizzago, Mairano e Barbariga.
La mostra è visitabile nelle giornate del 2, 8, 9 giugno, dalle ore 9.00 alle ore 12.00
