I croupier polivalenti del Casino de la Vallèe

Tutti sanno che il mondo del lavoro per i giovani (ed anche per quelli meno giovani) è veramente un grosso problema e questo in tutti i settori: anche nel settore del gioco d’azzardo dove, in questi anni, si sono concretizzate professioni “nuove” e sino a qualche tempo fa assolutamente impensabili, vi sono problematiche soprattutto per quello che riguarda il comparto delle Case da Gioco ed i siti per giocare al casino online che occupa tanti giovani con la mansione di croupier. Questa professione, inizialmente, aveva una sua particolare connotazione come l’aveva il mondo ovattato dei Casinò: un mondo quasi riservato, elegante, trasgressivo ma affascinante. Ora, ai giorni nostri le cose sono cambiate ed anche le Case da Gioco seppur legate aziendalmente in modo “particolare” con le Amministrazioni comunali, hanno problematiche relative ai dipendenti. Ma in queste righe non si vuole guardare nel globale, nelle professioni che coinvolgono in tutto la conduzione di una Casa da Gioco, ci si vuole attenzionare proprio sulla professione dei croupier polivalenti ed esattamente di quelli che sono in forza al Casinò de la Vallée Spa.

 

Sono quaranta giovani di cui probabilmente non si riesce a comprendere come verranno gestiti ed anche perché bisognerà delineare un percorso per questi ragazzi che in nove anni sono stati utilizzati poco e gestiti “peggio” come si suol dire. L’assessore al Bilancio e Partecipate della Regione Val d’Aosta risponde ad una interpellanza di alcuni consiglieri dell’Uv sul futuro dei croupier polivalenti e se per questi sia previsto un ruolo all’interno del Casino de la Vallée. Ed ancora se il Governo intende verificare la possibilità di forme contrattuali diverse da quelle attuali che permettono persino “la chiamata” il giorno prima dell’utilizzo del croupier, se non addirittura il giorno stesso.

Si può percepire che il piano per la Casa da Gioco è impreciso e la sua inconsistenza è stata recepita anche dai giovani “poker boys” che, però, gradiscono maggiormente essere chiamati croupier polivalenti. Sono ragazzi che svolgono questa attività dal 2008 il che è un bel po’ di tempo e l’azienda ha investito sulla loro professionalità con corsi che consentono non solo specializzazioni singole, ma anche occupazione in svariati settori. Naturalmente, in un piano di rilancio un discorso su queste “nuove energie professionali” sarebbe stato un “buon affare”: invece questi stessi ragazzi dicono che non vi è alcuna indicazione per loro, in alcuna direzione.

 

I sindacati, ovviamente, si sono “messi di mezzo” dichiarandosi non contrari all’inserimento di questi ragazzi con condizioni diverse da quelle dei dipendenti già presenti: bisogna considerare che i croupier guadagnano 400 euro e vengono chiamati poche ore prima per colmare le carenze, le malattie, i riposi ed è una situazione che si trascina da troppo tempo e, quindi, sarebbe arrivata l’ora di dare loro una prospettiva certa, visto che di grandi soddisfazioni sino ad ora non le hanno certamente ricevute.

 

I “poker boys” sono disponibili a forme contrattuali diverse: ogni possibile e diverso inquadramento futuro dovrà in ogni caso rispettare il regolamento per le assunzioni. A questo punto “converrebbe” dimenticarsi di questi nove anni trascorsi, ma nei prossimi mesi ci dovrebbe essere, senza dubbio, da parte dell’azienda la possibilità di utilizzare questi ragazzi che hanno partecipato volontariamente a corsi di formazione con un esame abilitativo per ogni singolo gioco. Loro sono “pronti”, ma l’azienda lo è?

 

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