ANCE Brescia, crollo ponte: messa in sicurezza priorità nazionale

L’intreccio con la fase attuale rende urgente garantire la sicurezza nei cantieri perché possano riaprire celermente e consentire la manutenzione delle infrastrutture. Il settore traino della ripresa

 

“Ancora un crollo e un’altra tragedia, per fortuna solo sfiorata anche perché siamo confinati in quarantena. Mi chiedo che cosa si aspetti a dare il via a un piano straordinario che sia in grado di mettere in sicurezza il Paese?”, è il commento del Presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi, al crollo del ponte sul Magra, tra Massa e La Spezia. “Anni di impegno e di denuncia, si pensi alla nostra iniziativa nazionale ‘Sbloccacantieri’– continua lo sfogo di Deldossi – contro lo stato di incuria e abbandono in cui versa larga parte del nostro sistema infrastrutturale e dei nostri territori, non sono serviti a far cambiare rotta”.

In tempo di coronavirus non può mancare il riferimento alla fase due, alla riapertura dei cantieri: “Ritengo che la scienza non possa essere piegata né all’economia né alla politica, che la politica deve valutare il buon lavoro della scienza e stimolare nel modo giusto, che per ripartire servono regole certe e ad oggi non ci sono – afferma Deldossi – che le aziende non hanno un bottone che schiacci e ripartono, che tutti vogliamo ripartire quanto prima politica compresa. Dobbiamo contemperare l’imprescindibile sicurezza dei lavoratori, il patrimonio di maggior valore per ogni impresa, con la necessità di programmare ora la fase due, senza perdere nemmeno un minuto, individuando le modalità che garantiscano la salvaguardia della salute”.

“Mai come ora è essenziale garantire ai cittadini sistemi di collegamento e servizi sicuri ed efficienti”, aggiunge il leader dei costruttori che spiega: “Dobbiamo aprire al più presto cantieri di manutenzione su tutto il territorio, si tratta di opere indispensabili e non più rinviabili”. Per farlo occorrono risorse immediatamente spendibili e un taglio netto delle procedure e dei tempi. Per il Presidente Ance Brescia non si possono più attendere i tempi della burocrazia o il Paese non si rialzerà più. Se non si mette mano subito alla macchina pubblica rendendola più efficiente e se non si rimuovono i mille ostacoli che impediscono rapidi interventi di manutenzione, si continuerà inerti ad assistere ad altri crolli e rovine. “La politica ha la responsabilità di cambiare finalmente le cose: non abdichi ai burocrati i propri poteri e agisca subito, già nei prossimi decreti, per il bene di tutti”.

Di particolare interesse la visione di Deldossi e di Ance Bresca sul ruolo del settore quale traino per la ripresa economica e sociale, sintetizzabile con i seguenti concetti: l’edilizia può essere uno straordinario volano per la ripresa. Gli ambiti comunali devono diventare i driver della ricostruzione – con un mix equilibrato tra grandi opere e interventi diffusi – in cui gli assi portanti dovranno essere i temi della rigenerazione urbana, dell’efficientamento energetico e sismico, della decarbonizzazione, della circolarità e della sostenibilità, agganciando così il Green Deal già lanciato dall’Unione Europea. La digitalizzazione delle procedure amministrative, insieme a un ripensamento del ruolo della Pubblica amministrazione, forzosamente avviati a causa dell’epidemia, sono processi che devono essere portati avanti nel più breve tempo possibile per rimuovere il più pesante macigno che ostacola lo sviluppo del nostro Paese: la burocrazia.

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