Brescia: rischiano di scomparire 20 mila imprese

Un impatto economico senza precedenti, con una crisi paragonabile solo a quella del secon- do dopoguerra per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi della Provincia di Brescia.

Sono i dati che emergono dalla ricerca di Format Research Indagine sull’andamento eco- nomico delle imprese bresciane del commercio, del turismo e dei servizi. Analisi al 30 apri- le sulle conseguenze economiche del Covid-19 e prospettive di ripartenza” commissionata da Confcommercio Brescia.

Nella provincia di Brescia entro fine anno rischiano di scomparire 20 mila imprese del terziario, con una perdita di quasi 54 mila posti di lavoro.

Sono le conseguenze dell’emergenza sanitaria e del lockdown, che hanno portato ad un crol- lo verticale dei ricavi, e una perdita di valore aggiunto che nel complesso arriverà a 2,6 mi- liardi di euro.

“Sono numeri che non hanno riscontro negli ultimi decenni: le imprese in moltissimi casi hanno visto azzerare le proprie entrate. Il settore più colpito è quello del turismo con parlia- mo bar, alberghi e ristoranti completamente fermi” sottolinea Confcommercio Brescia.

L’emergenza principale resta la crisi di liquidità: oltre il 70% delle imprese del terziario del territorio di Brescia è in difficoltà nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario (pagare i propri dipendenti, fare fronte al pagamento di bollette e affitti, pagare i fornitori, sostenere gli oneri contributivi e fiscali).

Dalla ricerca emerge come il picco delle ricadute sull’occupazione si raggiungerà in settem- bre, quando le imprese arriveranno a non poter sostenere gli attuali livelli occupazionali.

“È una situazione che rischia di cambiare profondamente il tessuto sociale e produttivo di uno dei territori che rappresentano la locomotiva trainante del Pil italiano” conclude il presi- dente di Confcommercio Brescia Carlo Massoletti “Questo non è accettabile, per questo gli enti locali e lo Stato devono intervenire, per aiutare, subito, le imprese, con sostegni a fondo perduto e interventi ancora più veloci ed efficaci”.

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