Infortuni Covid: approvate in commissione modifiche alla norma. Un provvedimento che non convince ancora l’Associazione Artigiani
“Non ci convince appieno – afferma Bortolo Agliardi Presidente dell’Associazione Artigiani – quanto è stato approvato nella serata di ieri e frutto di una intesa concretizzata in un emendamento al Dl Liquidità”. Oggetto del contendere è la responsabilità penale e civile del Datore di Lavoro il tema infortuni Covid che tanto rumore ha fatto in questi ultimi giorni.
L’Associazione Artigiani – quindi – non si accoda all’entusiasmo espresso che fa credere che con il nuovo dispositivo di legge, associato alla circolare Inail pubblicata mercoledì scorso (n.22/2020), si dovrebbe chiudere un fronte di preoccupazione per le imprese.
“In realtà – prosegue il Presidente Agliardi – noi crediamo che la soluzione ideale in tema di responsabilità del datore di lavoro per intervenuta contrazione del Covid 19 sul posto di lavoro o in occasione dello svolgimento della prestazione lavorativa, possa e debba unicamente ricollegarsi ad una condotta dolosa e non già, di natura colposa dello stesso datore di lavoro. Del resto, sul punto mi limito a ricordare che la colpa si deve e si può intendere anche quale mera colpa lieve”.
“Può essere quindi considerato un passo avanti – una base su cui lavorare – ma se così resta crediamo che penalisti e giuslavoristi avranno ben da fare perché, un conto sono le enunciazioni, diverso è poi quello che accade tutti i giorni nelle aule dei tribunali, anche avuto riguardo alle peculiarità dei casi concreti.
Siamo abituati a pensare – incalza il presidente – al principio di innocenza, ma nella vita quotidiana, il datore di lavoro nella concreta organizzazione e direzione della propria azienda è costretto a confrontarsi con innumerevoli situazioni critiche, a cui possono anche seguire posizioni e reazioni di estrema rigidità. Si tratta di contesti che di certo non fanno bene a chi, come gli artigiani, credono che i propri collaboratori siano la forza, la vera risorsa in più dell’impresa, perché non sono numeri ma Persone con le quali si divide l’intera giornata lavorativa”. Nel mondo dell’impresa tutti sappiamo che le regole devono essere certe e rispettate, per primi dagli stessi datori di lavoro!
Temo – conclude Agliardi con un certo rammarico – che il poter configurare una responsabilità datoriale ricollegabile ad un evento così eccezionale e dalle repentine e facili modalità di diffusione quale è il corona virus, per solo dolo del datore di lavoro e non già anche, per mera colpa, non verrà mai accolta! Non sono ancora maturi i tempi per un cambio culturale nel nostro Paese, anche a fronte di una situazione così eccezionale, ma noi saremo al fianco delle nostre imprese per sostenere i valori espressi sollecitando le istituzioni a rivedere le posizioni”.
