Acciaio sostenibile: non solo ambiente, ma anche strategia
A differenza che in passato, quando la sostenibilità era riferita solamente all’ambiente, oggi essa è parte della strategia aziendale, in quanto capace di generare valore da spendere sul mercato. siderweb ne ha parlato nel webinar “Sostenibilità: gli strumenti che la misurano e i modi per comunicarla” che si è tenuto martedì mattina.
«Oggi e nel prossimo futuro la sostenibilità è e sarà un fattore strategico per le aziende, a partire da quelle del settore siderurgico: è finanza, gestione di sistema, certificazione e linee guida, engagement della comunità, mercato glocal, comunicazione trasparente – ha spiegato Maria Luisa Venuta, Sustainability Project Manager di ARBalzan Start up Innovativa -. Il vero imprenditore sostenibile non è più il “normativo”, cioè chi si limita a rispettare la legge; è il “proattivo visionario”, che tratta la sostenibilità quale elemento cardine della propria azienda». E per fare ciò serve che essa sia certificabile e certificata, con diversi strumenti: come «l’AFNOR-XP X30-901 – ha esemplificato Venuta -, uno standard specifico per definire i criteri della gestione circolare di un’azienda; i criteri ESG (Environmental Social Governance) e l’ESG Rating. E poi il bilancio di sostenibilità, elaborato sulla base di standard internazionali, come quelli emessi dall’organismo internazionale no profit del Global Reporting Initiative».
Ma misurare la sostenibilità non è semplice, perché è una esternalità: rientra cioè tra quegli effetti, positivi e negativi, generati in fase di produzione che non sono quantificabili dal punto di vista del mercato. E che il prezzo finale di quanto prodotto dovrebbe includere» ha spiegato Sergio Vergalli, professore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia e presidente dell’IAERE (Italian Association of Environmental and Resource Economists). Ma, quando si parla di economia circolare, esistono degli indicatori in grado di calcolarne il valore economico generato. Ad esempio quelli di Eurostat e del World Business Council for Sustainable Development; il Material Circularity Indicator; il Circular Index dell’Enel. Anche la classica analisi costi benefici si presta a misurare la sostenibilità, lavorando sull’intera supply chain, includendo analisi finanziaria (redditività del progetto e sua sostenibilità finanziaria), analisi economica (contributo del progetto al benessere sociale) e valutazione dei rischi.
CASE HISTORIES – ORI Martin, con la pubblicazione lo scorso dicembre del suo primo bilancio di sostenibilità, ha voluto non solo comunicare le proprie strategie all’esterno, sorgendo a ridosso di un’area densamente popolata, ma anche coinvolgere i propri dipendenti, raccogliendo suggerimenti. «Siamo riusciti a portare il riutilizzo dell’acqua nel processo produttivo al 97%, oltre che a ridurre le dispersioni di polveri, l’impatto acustico e le emissioni di CO2. Per non parlare del nostro fiore all’occhiello che è il progetto I-Recovery per il recupero del calore» ha illustrato Carolina de Miranda, Sustainability Manager di ORI Martin. «Il bilancio di sostenibilità è solo il primo passo di un percorso di integrazione delle scelte sostenibili nella strategia a lungo termine dell’azienda, stimolato anche dalle richieste dei clienti stessi» ha aggiunto.
Ad aver investito sull’economia circolare, ottenendo anche la certificazione internazionale Bureau Veritas, è stata anche la San Colombano Costruzioni, per l’impiego dei detriti derivanti dall’attività estrattiva delle cave di marmo di Carrara in infrastrutture marittime. «È fondamentale che per essere replicato un fenomeno sia misurato» è stata la sottolineatura del CEO Edoardo Vernazza. L’azienda è stata la prima in Europa ad aver ottenuto da Bureau Veritas la certificazione per l’economia circolare AFNOR-XP X30-901.
COMUNICARE LA SOSTENIBILITÀ – Comunicare la sostenibilità vuol dire «tradurre in maniera semplice e comprensibile al mondo esterno all’azienda i valori, l’impegno, gli investimenti, la visione. Comunemente invece – ha spiegato Paolo Morandi, co-founder di siderHUB, la società di siderweb che si occupa di comunicazione aziendale per la filiera dell’acciaio –utilizziamo lo stesso linguaggio con cui si parla agli operatori di settore, specializzati e preparati. Ma “l’uomo della strada” potrebbe non comprendere grafici e numeri aggregati. È necessario quindi tradurre i dati in nostro possesso in un linguaggio comprensibile», modulato poi a seconda del mezzo comunicativo scelto. «Essere sostenibili ed essere in grado di comunicarlo è un valore, un elemento di competitività. E in futuro lo sarà sempre di più, soprattutto per il settore siderurgico» ha aggiunto.
