Apindustria Confapi Brescia: incontra il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie
Il Decreto stabilità, il rialzo dei prezzi delle materie prime e il tema dei vaccini in azienda sono stati i principali temi affrontati durante l’incontro che si è tenuto oggi in Apindustria Confapi Brescia tra il Presidente dell’Associazione, Pierluigi Cordua, il Vice Presidente Vicario Marco Mariotti e dal Presidente di Unionalimentari Paolo Uberti, con l’onorevole Mariastella Gelmini, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e Alessandro Mattinzoli, Assessore Casa e Housing sociale di Regione Lombardia. A portare i saluti iniziali è stato il Presidente Nazionale Confapi Maurizio Casasco, da pochi giorni anche Presidente Europeo delle Pme: “Garantire un’azienda ‘Covid Free’ vuole significare salute per i lavoratori, mantenimento del loro posto di lavoro e certezze di consegna delle commesse ai clienti italiani ed esteri che si traduce in Pil. Per uscire da questa situazione è necessaria una circolarità virtuosa tra stato e aziende. E’ necessario che ci sia una uniformità a livello nazionale. Tema vaccini: è importante coniugare la salute all’attività produttiva. Alleggeriamo il sistema sanitario nazionale, partecipando ai costi. Se l’azienda non la possibilità di vaccinare in azienda, il progetto di Confapi è quello di mettere le proprie territoriali a disposizione per farlo. L’azienda deve essere un posto sicuro con vaccinazioni senza commistioni. Problema generale dei contratti, ammortizzatori sociali: dobbiamo pensare anche al dopo, alla flessibilità del mondo del lavoro. Il mondo del lavoro si sta trasformando velocemente: robotica, sensoristica, intelligenza artificiali, computer quantistici. E’ fondamentale investire nel capitale umano ancor prima che in beni materiali, attraverso una formazione specifica”.
Il Ministro Gelmini si è complimentato con Apindustria Brescia e il Presidente Cordua per i lavori di realizzare di un efficiente hub vaccinale presso la sede di Apindustria a disposizione delle aziende associate. Così l’assessore Mattinzoli, che ha voluto fortemente l’incontro di oggi con il Ministro Gelmini in Apindustria: “Se il primo tema è quello di uscire dall’emergenza sanitaria ha detto Mattinzoli – è altrettanto vero che dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenza e quindi il mondo della piccola e media industria, che rappresenta il vero motore dell’economia, avrà un ruolo centrale nel tornare ad essere competitivi sfruttando tutte le occasioni e le opportunità che questo nuovo Governo metterà a disposizione”.
Pierluigi Cordua: “Le aziende del territorio stanno rispondendo alle sfide economiche dettate dalla pandemia con una straordinaria forza, tipica del nostro tessuto imprenditoriale. La ripresa nel settore manifatturiero è partita, seppure a macchina di leopardo. Il supporto delle istituzioni nazionali è quanto mai importante, sia per consolidare questa fase, sia per sfruttare appieno le opportunità che ci verranno proposte con il Recovery Fund. Occasione unica per rendere l’Italia competitivo a livello globale.
Sul fronte vaccini in azienda, il Presidente ha spiegato come stia proseguendo la campagna lanciata nei mesi scorsi da Confapi e poi presa da esempio anche da altre realtà associative. “Abbiamo stimolato tutta la nostra ampia base associativa – ha detto il Presidente Cordua – al fine di proporre l’adesione al progetto sperimentale di Regione Lombardia, fortemente voluto da CONFAPI, delle vaccinazioni in azienda nei luoghi idonei allo scopo”. Apindustria Confapi Brescia sta lavorando su più fronti per sostenere lo sforzo della campagna vaccinale. “Ferma restando la partecipazione al tavolo guidato dalla Prefettura dove stiamo contribuendo attivamente al progetto di un unico grande Hub destinato anche alle imprese, abbiamo in progetto la creazione di uno spazio vaccinale presso la nostra sede, così da offrire la possibilità alle aziende che non dispongono di locali idonei di poterne usufruire per vaccinare i collaboratori, con l’ausilio del proprio medico competente. Con l’auspicato arrivo di quantitativi di dosi di vaccino sempre maggiori nelle prossime settimane – ha proseguito – dobbiamo unirci agli sforzi del sistema sanitario, con l’obiettivo di offrire quante più opzioni per accelerare il processo di immunizzazione di massa. Siamo convinti che anche il nostro impegno, soprattutto per stimolare gli enti preposti a credere nella necessità anche del nostro aiuto sussidiario, porteranno a velocizzare il processo di uscita dalla pandemia. Questa importante campagna – ha concluso -, volta a combattere quel nemico invisibile che tanto ha minato nell’ultimo anno il benessere della popolazione e la produttività delle nostre imprese, nella certezza che non ci risparmieremo e proveremo fino in fondo a raggiungere l’obiettivo”.
L’attenzione si è poi concentrata sulla tematica relativa alle materie prime. “E’ fondamentale togliere le quote di salvaguardia all’importazione dell’acciaio, messe dall’Europa in un momento storico completamente diverso da quello attuale, nel quale si è creata una frattura enorme tra la disponibilità di acciaio e la domanda – ha spiegato Marco Mariotti, Vice Presidente Vicario di Apindustria Confapi Brescia -. C’è una ruota che sta cercando di ripartire, ma va molto più lenta rispetto alla velocità a cui il mercato si aspetta di ricevere i prodotti. Ciò ha creato un’esplosione del prezzo delle materie prime. La preoccupazione è alta: tante aziende stanno fermando la loro produzione in attesa di componenti. Alcuni imprenditori che fanno elettrodomestici – ha continuato Mariotti – si sono trovati nella posizione di mettere in cassa integrazione i dipendenti per un certo periodo fino a quando non avranno i componenti necessari per completare i prodotti finiti, tenendo aperti i magazzini. In pratica riaprono le proprie aziende solo quando sanno che potranno riavviare le produzioni in modo completo”. Secondo Mariotti “le industrie stanno lavorando giorno e notte e richiedendo componenti e materie prime per il triplo dei consumi normali. Ed è un settore molto importante per l’industria. E’ un meccanismo che ha creato un totale ingolfamento dell’offerta rispetto alla domanda”.
“In merito del decreto sostegni – ha detto Paolo Uberti – va sottolineato che si è intrapresa la strada corretta avendo eliminato il concetto dei codici ATECO, che aiutava solo alcune categorie, con un più equo concetto di aiutare tutte quelle aziende che hanno avuto un decremento decisamente importante di fatturato 2020 su 2019. I soldi messi attualmente a disposizione risultano però ancora di bassa entità e non aiutano più di tanto. La nostra richiesta – ha proseguito – è quella di mettere a disposizione nel prossimo decreto una quantità di risorse necessaria e utile non solo per sostenere quanto perso in quest’anno di sacrificio e di parziale chiusura, ma soprattutto per consentire alle nostre numerose aziende che formano l’ossatura della produzione italiana, di ritornare ad esser competitivi a livello internazionale. É importante che le nostre aziende possano investire in tecnologia e Innovazione tecnologica per non perdere competitività a livello Europeo”.
