Punto nascite Iseo, Legambiente: la soluzione c’è, è quella veneta
“Per trovare una soluzione praticabile per la riapertura del punto nascite di Iseo basta prendere esempio dal presidente del vicino Veneto, Luca Zaia, che in una lettera inviata al primario del punto nascite di Portogruaro (in provincia di Venezia) fa sapere di aver deciso di mantenerlo per motivi “turistici”. Tutto ciò nonostante i parti dell’ospedale veneto lo scorso anno siano stati 200, meno della metà di quelli del nostro ospedale d’Iseo.
Il Decreto Ministeriale n.70 del 2015, che viene preso a riferimento dai manager sanitari lombardi, non vale dunque per quelli veneti, che senza alcuna esitazione hanno tenuto in vita il punto nascite di Portogruaro. La maggiore determinazione del presidente veneto rispetto a quello lombardo Fontana ha fatto la differenza. Per i nostri sindaci si tratta di una lezione di determinazione da imparare, se si vuole raggiungere un risultato concreto per la tutela del presidio ospedaliero iseano e della salute dei cittadini. Anche Iseo è una località turistica, con in più un vasto territorio montano disagiato da presidiare. I proclami post Covid-19 del governo e delle regioni dicono tutti di volere un rafforzamento delle strutture sanitarie territoriali per decongestionare le strutture dei capoluoghi, nel nostro caso di quello bresciano, i cui scompensi sono stati messi a nudo durante la pandemia.
In Lombardia però c’è un problema in più, si tratta di superare le resistenze delle strutture ospedaliere private che in questi anni si sono assicurate una rendita di posizione che ora non vogliono lasciare.”
Così si sono espressi Dario Balotta, presidente circolo Legambiente, e Franco Gangemi, tesoriere.
