Referendum «Giustizia giusta» Massardi (Lega): «Sei quesiti importanti. Invito tutti i bresciani a firmare. Mettiamo fine ai privilegi e alle ingerenze politiche nella Magistratura»
Presentati a Brescia i sei referendum sulla giustizia giusta, appoggiati anche dalla Lega. «Grande la partecipazione dei cittadini nei municipi e ai nostri gazebo presenti già da ieri nelle piazze di tutta Italia. È palese che stiamo parlando di un tema molto sentito dal territorio». Così il consigliere regionale della Lega Floriano Massardi. Che spiega: «Sono sei i quesiti sui quali i cittadini sono invitati ad esprimersi e due mi stanno particolarmente a cuore. Il primo riguarda l’abolizione del decreto Severino. Da ex sindaco, ritengo sia profondamente ingiusto penalizzare una categoria, che è quella degli amministratori pubblici, determinando in automatico la decadenza o l’impossibilità di candidatura ad una carica pubblica in presenza di una condanna in primo grado. Si tratta di un’ingiustizia in quanto il nostro ordinamento prevede la presunzione d’innocenza sino al terzo grado di giudizio. Non si capisce dunque perché, in questo caso, si debba introdurre una deroga che va a colpire una categoria specifica, peraltro la più vicina ai cittadini. Voglio precisare comunque che, qualora passasse il referendum, non vi sarà alcun freno all’autorità giudiziaria. Semplicemente, sarà semmai facoltà del giudice stabilire o meno l’interdizione dai pubblici uffici già in primo grado, ma solo qualora il reato venga dimostrato come gravissimo».
«Secondo quesito, non meno fondamentale, è la responsabilità diretta dei magistrati, dal punto di vista civile», prosegue Massardi. «In Italia tutte le categorie se sbagliano pagano: i medici, gli architetti, gli ingegneri, i geometri e tutte le altre realtà del nostro sistema economico, che per questo motivo sottoscrivono un’assicurazione nel caso di rifondimento danni. Non si capisce perché debba esistere un particolare favoritismo per i magistrati. Si tratta di un’aberrazione che non trova alcun fondamento logico, prima che giuridico».
«I restanti quattro quesiti», conclude il consigliere regionale leghista, «non sono meno importanti: la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, che metterà un freno allo strapotere delle correnti politiche; l’equa valutazione dei magistrati, che non possono e non devono essere controllati unicamente dai loro colleghi, dato che il loro operato si riflette su tutta la comunità; la separazione delle loro cariche, che significa mettere un freno al sistema delle porte girevoli per ruoli e funzioni; il limite agli abusi della custodia cautelare, che ci ha riportato indietro agli anni Settanta, quando c’erano i cosiddetti detenuti in attesa di giudizio, spesso incarcerati da innocenti. Sei tematiche dunque particolarmente rilevanti, che invito tutti i cittadini, bresciani e non, ad andare a firmare, in nome di una società civile più egualitaria e giusta».
