Progetti e continuità per il futuro della “Fondazione casa di riposo Paolo VI” di Bagnolo Mella
La “Fondazione Casa di riposo Paolo VI” è sempre al centro dell’attenzione per l’affetto che la lega alla comunità di Bagnolo Mella. In questi giorni, però, è stata posta ancora di più in evidenza per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e per gli avvenimenti e le iniziative che hanno portato a parlare della RSA anche nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale. Tutto questo per un’approfondita analisi della situazione attuale e dei progetti che caratterizzeranno il futuro della Fondazione Paolo VI. Il punto di partenza dell’intera riflessione è doverosamente legato alla formalizzazione dei componenti del nuovo Cda che sono stati nominati dal sindaco Pietro Sturla e che hanno proceduto al rinnovo delle cariche. Al termine è così risultato eletto presidente Angelo Chiari, che porterà avanti un nuovo mandato dopo l’incarico di cinque anni che gli è stato affidato durante la seconda Amministrazione Almici.
Il vicepresidente sarà Giovanni Almici, mentre i consiglieri saranno Francesco Roncali (che prosegue anche lui nell’impegno profuso nel quinquennio appena concluso), Sergio Prandi e Giuseppe Treccani (quest’ultimo segnalato dalla Minoranza in Consiglio Comunale e gli altri quattro dall’attuale Maggioranza). “Alla base di queste nomine – ha sottolineato il sindaco Pietro Sturla – c’è un rapporto di fiducia. C’è la consapevolezza che insieme bisogna perseguire un obiettivo comune, che è il bene degli ospiti, la loro salute e la loro tutela. Questa è la priorità di una realtà che vanta un legame privilegiato con le famiglie della nostra comunità, ma rappresenta anche una delle principali aziende del territorio se guardiamo agli oltre otto milioni annui di giro contabile”. Un’osservazione che rende ancora più importante e ricco di responsabilità il compito che è stato affidato al Cda guidato dal presidente Angelo Chiari che, comunque, è deciso a continuare per la sua strada con grande voglia di fare e tanto impegno: “Il nostro intento – sintetizza lo stesso Chiari – è quello di proseguire il lavoro degli ultimi cinque anni. Sono stati anni caratterizzati da grossi investimenti e il nostro obiettivo è proprio quello di portare avanti e perfezionare questo progetto.
Nel quinquennio appena concluso abbiamo realizzato interventi significativi. Abbiamo rifatto la pavimentazione e realizzato diverse altre opere, compresa la sistemazione dei tetti (e lo smaltimento dell’amianto preesistente), l’installazione di un impianto fotovoltaico e una approfondita sanificazione di tutti gli ambienti, che sono state dedicate al nostro immobile per il quale abbiamo realizzato interventi per oltre 820.000 euro. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare il graduale acquisto di mezzi e di attrezzature (per una spesa di oltre 85.000 euro) per la nostra struttura, utili per il personale e a servizio degli ospiti”. Un percorso intenso, che guarda avanti con idee già ben definite: “I prossimi interventi – prosegue il presidente Chiari – riguarderanno la sistemazione della caldaia e l’installazione del nuovo impianto per riscaldare e rinfrescare, ma siamo pronti a fare tutto quello che serve per rendere la nostra struttura sempre più efficiente e al servizio dei nostri ospiti. In questo momento, dopo le gravi problematiche sorte con l’esplosione del Covid, che ha portato alla scomparsa di una quarantina di nostri ospiti, siamo nuovamente al completo. Abbiamo infatti con noi 102 accreditati e 11 solventi, oltre a due stanze che siamo obbligati a tenere chiuse per possibili quarantene. Possiamo contare su 100 dipendenti più 96 volontari, che continuano ad offrire alla nostra Rsa un sostegno prezioso. Attualmente si occupano soprattutto di eseguire il triage (tutti i controlli previsti) ai parenti che vengono in visita ai nostri ospiti. Speriamo che il periodo dell’emergenza possa venire messo definitivamente alle spalle, ma, in ogni caso, la nostra struttura propone tutti i suoi servizi consueti agli ospiti e alle loro famiglie.
Una ripresa che non ha coinvolto solo il diurno, che è ancora fermo, anche e soprattutto per evitare possibili contagi tra persone interne ed esterne”. La sintesi di un cammino che negli ultimi anni ha compiuto passi molto importanti, come ha ricordato nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale il consigliere Paolo Amadio: “Sono stato dieci anni nel Cda della Fondazione Paolo VI e posso dire che, a livello umano, è un’esperienza molto forte, che ti aiuta a capire cosa conta davvero nella vita proprio entrando in contatto con le persone nel momento della loro massima fragilità – è la premessa dello stesso Amadio che nell’ultimo quinquennio è stato vicepresidente – Se vogliamo dare alcuni dati, possiamo dire che negli ultimi anni la Rsa ha fatto investimenti per oltre 1,5 milioni di euro. Un lavoro intenso che ha coinvolto sia la presidenza Loda che la presidenza Chiari, che adesso è pronta a vivere il suo secondo mandato. Proprio nel segno della continuità, ci sono degli obiettivi importanti che sono destinati a proseguire il lavoro che è stato fatto. Si pensi al completamento del sistema antincendio, senza dimenticare una questione in via di definizione come quella legata agli infissi. Dobbiamo sottolineare che tutto quello che è stato fatto è stato realizzato mantenendo in equilibrio la situazione economica della nostra Casa di Riposo. Sono stati fatti tanti investimenti, sono stati implementati i servizi, eppure, l’indebitamento è andato gradatamente diminuendo. Una diminuzione di oltre 200.000 euro, che è andata di pari passo con un patrimonio che, al contrario, è rimasto immutato.
Negli ultimi dieci anni la Fondazione Paolo VI non ha venduto nessun bene e anche l’alienazione della Cascina Mirandola, della quale si è parlato a lungo come eventuale ipotesi per recuperare nuovi fondi, non è stata fatta. Certo – è la conclusione del consigliere Amadio – gli ultimi due anni sono stati molto difficili. Il Covid, purtroppo, si è rivelato un grave problema sotto diversi punti di vista. Innanzitutto da quello umano e della perdita di tante vite, ma dobbiamo considerare pure l’aspetto economico, visto che, di fatto, ha privato per tutti questi mesi la Fondazione del 40% degli introiti. Una diminuzione legata al venir meno degli ospiti e delle rette che mensilmente rappresentavano l’entrata prioritaria della Casa di Riposo. Dopo i gravissimi problemi del 2020, la situazione ha cominciato a migliorare nell’anno in corso e dovrebbe tornare ad equilibrarsi nel 2022. Sempre mantenendo molto alto il livello del servizio e del sostegno offerti agli ospiti e alle loro famiglie in una realtà che rappresenta a buon diritto il cuore della comunità di Bagnolo”.
