Acque meteoriche e dissesto idrogeologico
Al “Touring” di Coccaglio erano presenti tanti amministratori locali e diversi cittadini interessati alle ultime novità in campo legislativo circa i criteri e metodi per il rispetto del principio dell’invarianza idraulica e idrogeologica delle acque meteoriche (Regolamento regionale n. 7 del 2017). Una prospettiva certamente sempre più attuale, anche alla luce degli ultimi eventi climatici e per una gestione sostenibile del territorio. Un richiamo importante dunque, celebrato in occasione di questo incontro promosso in maniera congiunta da Acque Bresciane e Fondazione Cogeme Onlus dal titolo Acque meteoriche e dissesto idrogeologico: Il nuovo regolamento di invarianza idraulica e gli impegni dei Comuni e che ha trattato la tematica sotto diversi punti di vista, a partire dai moderni approcci al ciclo delle acque. Gianluca Delbarba Presidente della Società di gestione del Servizio idrico, coglie l’occasione per ricordare come “le tre parole chiave quali sostenibilità, informazione, innovazione rappresentano degli impegni precisi ai quali la società vuole tener fede nel pieno rispetto delle autonomie locali e non solo in un’ottica di corretta gestione del servizio, ma anche di incubatore di progetti utili per i territori”. Un auspicio importante, in qualche modo ripreso nei saluti iniziali dal Presidente di Fondazione Cogeme Gabriele Archetti, promotore anch’egli del convegno, rimarcando in questo caso il ruolo centrale delle fondazioni operative, come Cogeme Onlus, e di come essa possano contribuire concretamente “ad una gestione sostenibile del territorio e sempre più proiettata a progettualità avanzate, anche dal punto di vista dell’innovazione”. Sullo sfondo certamente una sinergia di intenti tra gli enti e soprattutto l’esigenza di pianificare in maniera omogenea gli interventi a livello sovra territoriale. Un concetto ribadito più volte durante la conferenza dal Prof. Gian Battista Bischetti di Unimont il quale ha sottolineato di come “i centri urbani di qualsiasi dimensione -dalle grandi metropoli ai piccoli insediamenti- siano oggi chiamati ad adottare nuovi approcci di gestione integrata delle acque, sia nelle fasi di approvvigionamento e uso, sia in quelle di convogliamento alla rete naturale dopo il loro utilizzo”.
Concetto valido anche per il contesto franciacortino, così come ricordato dall’ing. Mauro Olivieri direttore Tecnico di Acque Bresciane in particolare “negli ultimi decenni, in cui si è registrata una spinta propulsiva verso l’adozione di nuovi orientamenti basati su un approccio plurale ed integrato, mirati, tra le altre cose, ad agire sull’abbattimento dei deflussi meteorici all’origine, mediante interventi di laminazione diffusa nell’ottica di mantenere l’invarianza idraulica e idrologica del territorio”.
Una pianificazione di interventi importante che, durante i lavori della giornata, ha trovato riscontro poi nelle precisazioni del Prof. Daniele Masseroni, DISAA dell’università degli studi di Milano, ed in chiusura, del Direttore Vicario dell’Unità Organizzativa Difesa del suolo e Gestione attività commissariali di Regione Lombardia, Dario Fossati, specificando maggiormente alcuni passaggi del regolamento e le principali limitazioni allo scarico e i contenuti degli studi di invarianza idraulica con alcuni esempi applicativi.
