Quartiere Primo Maggio: il problema degli anziani

Pierluigi Russo, candidato al Consiglio comunale nella Lista Civica “Fabio Rolfi Sindaco” per le Elezioni amministrative del 14-15 Maggio 2023, ha incontrato la Stampa per esporre il problema degli anziani residenti sul territorio del quartiere Primo Maggio.

“Ho deciso di convocare questa conferenza perché nel quartiere non esiste uno spazio dove poter fare attività ricreativo-culturali e creare occasioni di aggregazione. C’è è vero, ed è assolutamente meritorio, il Centro diurno di via Presolana dedicato soprattutto all’assistenza, che chiude presto il pomeriggio, ma ritengo che non basti e che si debba dare agli over 65, e non solo, la possibilità di esprimersi e, se hanno volontà ed energia, di organizzare iniziative: ballo, carte, scacchi ed altro. E, perché no, a contatto anche con i più giovani, perché non è scritto da nessuna parte che gli anziani debbano stare solo con gli anziani. Si parla tanto di inclusione e credo che essa sia prima di tutto a livello generazionale” ha detto Russo, 35 anni, una laurea in Legge alla Bocconi, alla sua prima esperienza politica.

Con lui Mario Scundi e Nicola Manzari, due abitanti “over” del quartiere che lamentano la mancanza di un Circolo, di un luogo fisico, da cui cominciare a coinvolgere altri residenti  in una zona che risulta “morta dopo le 17”.

“Noi vorremmo creare un circolo ricreativo sociale e culturale – afferma Mario –, con porte aperte a tutti; qui mancano le attività, il piacere di incontrarsi, di fare poesia, musica, giocare…” Un tempo, in realtà, tale spazio esisteva (l’attuale Centro diurno), ricordano Mario e Nicola; poi però sono iniziate le restrizioni (“era vietato l’ingresso a chi aveva più di 70 anni”), infine la destinazione solo ad uso assistenziale.

“Ritengo sia importante – sottolinea Russo – offrire opportunità a chi ha ancora tanto da dare. I numeri parlano chiaro: sul Primo Maggio risiedono almeno 800 persone con più di 65 anni, di cui oltre la metà donne. Gli anziani, su tutto il territorio cittadino, sono oltre 49mila e più di 16mila vivono da soli. Credo serva una cabina di regia e un progetto serio, strutturato, che l’Amministrazione dovrebbe mettere in campo, in base ad un principio di sussidiarietà. Non occorrono investimenti faraonici: basterebbe ricorrere alla turnazione degli spazi, valutare ad esempio l’idea del parco nel periodo estivo. Siamo felici se si abbelliscono le aiuole e se si puliscono le strade, ma in questo caso parliamo di migliorare la qualità della vita per chi non deve starsene forzatamente rinchiuso in casa”. Mario e Nicola, lo rimarcano gli stessi, “non chiedono soldi”, ma solo la possibilità di avere una sede ed organizzarsi, perché “questo quartiere dobbiamo farlo rivivere”.

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