Bagnolo, questione piscina: il Comune ha deciso di impugnare il Lodo-Omniasport

Il pronunciamento del lodo che è stato notificato lo scorso 2 maggio al Comune di Bagnolo Mella, parte in causa con la società Omniasport (che è subentrata ad Aqvasport) sta scaldando il dibattito politico di questi giorni in terra bagnolese. Dopo tutti gli interventi degli esponenti di “Bagnolo Aperta” anche la Maggioranza ha voluto far sentire la sua voce per chiarire l’effettivo stato delle cose: “La prima precisazione da fare – è l’analisi del sindaco Pietro Sturla e del vicesindaco Cristina Almici, che ha seguito l’intricata vicenda in prima persona durante i suoi due mandati amministrativi – è che l’Amministrazione Comunale di Bagnolo ha deciso di impugnare, entro il termine dei 90 giorni dalla notifica previsto dalla legge, il lodo presso la Corte d’Appello di Brescia.

Il secondo aspetto che si deve sottolineare è che guardiamo all’intera situazione con grande stupore. Stupore per la decisione contenuta nel lodo che riteniamo viziata da gravi errori di diritto, da una parte, e, dall’altra, per la posizione assunta dall’Opposizione, che autoproclamata paladino di una questione creata direttamente da loro negli anni in cui amministravano la nostra comunità. Il tentativo di addossare presunte colpe alla nostra gestione della vicenda appare quanto meno inopportuno e del tutto fuorviante rispetto al reale stato delle cose”. I due amministratori entrano nel dettaglio del racconto della questione: “Per cercare di far capire la situazione, possiamo sintetizzare il tutto dicendo che il lodo, in effetti, ha confermato la risoluzione della convenzione (come noi, del resto, abbiamo richiesto).

Nello stesso tempo, però, ha ipotizzato un indebito arricchimento (del tutto discutibile) ai danni del Comune di Bagnolo che, in realtà, in tutta questa intricata vicenda è la parte lesa e nient’altro. L’estinzione del diritto di superficie ha fatto tornare pieno proprietario del terreno il nostro Comune, che, tra l’altro, ha già versato oltre 630.000 euro a BTL per appianare la causa sorta in seguito al mancato pagamento delle rate del mutuo da parte di Omniasport (come adesso è denominato un soggetto che, in realtà, sin dall’inizio si è dimostrato del tutto inaffidabile e individuato nel ’97 dall’allora Giunta Ferrari che ha avviato il progetto della costruzione di una piscina a Bagnolo). Sulla base del valore attribuito (anche qui in modo piuttosto opinabile) all’impianto natatorio, la tesi del lodo è che l’Amministrazione Comunale avrebbe usufruito di un arricchimento indebito che è stato quantificato nella somma residuale di 296.154 euro (più interessi legali) che sarebbe da versare ad Omniasport. Così facendo, però, si dimentica sorprendentemente che questo soggetto non ha mai pagato le rate del mutuo che erano di sua spettanza e che, così facendo, verrebbe a ricevere soldi a rimborso di cifre mai versate. Che Aqvasport (o Omniasport secondo la denominazione attuale) non fosse un soggetto attendibile lo si sarebbe potuto capire quando ha bussato più volte per chiedere la modifica dell’accordo stipulato nel ’97 con la Giunta Ferrari e che era stato garantito da un’apposita fidejussione del Comune di Bagnolo. Omniasport, che, di fatto non ha versato le rate del mutuo di sua spettanza, ha richiesto una modifica dei termini dell’accordo nel 2000 e nel 2007 (anno nel quale assessore allo sport per un certo periodo è stato proprio il consigliere Stefano Godizzi che sembra avere dimenticato di essere stato proprio lui a modificare i termine dell’accordo e a concedere nuovi sostegni ad un soggetto del tutto inadempiente e inaffidabile come Omniasport).

Ci ha provato, per la verità, anche nel 2011/2012 all’inizio del primo mandato Almici, ricevendo, però, un chiaro rifiuto. Purtroppo è toccato alla nostra Amministrazione cercare di risolvere la situazione che è stata creata dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra, una questione, è bene sottolinearlo, che ha visto il Comune di Bagnolo unicamente nella condizione di parte lesa, visto che non solo è stato interrotto un servizio pubblico, ma ci sarebbe molto da discutere anche sul supposto arricchimento indebito maturato da chi, come la nostra Amministrazione, ha subito gravi danni da diversi punti di vista e tutti riconducibili ad un soggetto che ha dimostrato dall’inizio alla fine la sua totale inaffidabilità, tanto che al momento non si è ancora assunto l’onere di pagare la sua quota per il lodo che ha intrapreso”. I dubbi che riguardano la questione sono molteplici per il Comune di Bagnolo e per i suoi legali: “Nel lodo si parla di maggior valore dell’impianto natatorio, ma questo non è stato dimostrato documentale te. Inoltre, così facendo, si finisce per dare soldi a chi non ha mai sborsato le somme pattuite con l’accensione del mutuo. Infine, se vogliamo parlare di danno economico, quello lo ha subito il nostro Comune, che ha dovuto adire le vie legali per tornare in possesso di un bene di sua proprietà ed ha dovuto farsi carico dell’oneroso (in tutti i sensi) percorso necessario per tentare di risolvere l’intricata vicenda. I consiglieri di “Bagnolo Aperta”, che dovrebbero conoscere più che bene questa vicenda che è nata proprio durante le Amministrazioni di centrosinistra, si stupiscono perché non abbiamo accettato di scendere a patti con Omniasport. Non vogliamo certo alimentare inutili polemiche, ma come è possibile anche solo pensare di scendere a patti con chi ha dimostrato in quasi trent’anni di non rispettare gli accordi presi? Altrettanto discutibile è la tesi secondo la quale la nostra Amministrazione avrebbe dovuto evitare di giungere allo scontro aperto con il gestore inadempiente della piscina comunale. Si cerca di far passare il Comune di Bagnolo come l’unico che è giunto ai ferri corti con Omniasport, ma, così facendo, si nasconde il fatto che la società, che è giunta a gestire fino a sette impianti, attualmente è attiva solo in tre sedi (Limbiate, Flero e Cermenate), mentre per le altre o la situazione ha già preso la piega di quanto è accaduto a Bagnolo o sono stati chiusi i rapporti mediante subentro comunale e se noi siamo più avanti nella vicenda legale è solo perché abbiamo deciso di agire prima per salvaguardare gli interessi dei bagnolesi. Se poi qualcuno vuole lanciare l’allarme sulla cifra che al momento è stata richiesta al nostro Comune – è la conclusione del sindaco Pietro Sturla e del vicesindaco Cristina Almici – anche se noi siamo convinti che in appello sarà possibile ribaltare la decisione e far valere i nostri diritti, possiamo offrire le più ampia rassicurazioni. In effetti siamo riusciti ad accantonare a bilancio quanto richiesto in caso di incombenza. In effetti, vista la situazione, ci siamo premurati di costituire un apposito “fondo contenzioso” che già conta 300.000 euro e che potrebbe far fronte a questo pagamento che, comunque, siamo sicuri che alla fine il nostro Comune non dovrà effettuare verso una controparte del tutto inadempiente, mentre, sempre grazie pure alla conferma nostri legali, siamo convinti che la definitiva conclusione del lodo riconoscerà le ragioni che può vantare la nostra Amministrazione in questa vicenda così intricata che sta andando avanti quasi da trent’anni”.    

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