Analisi del sentiment delle imprese bresciane

A cura del Servizio Studi della CCIAA di Brescia

“I dati dell’indagine condotta da Unioncamere Lombardia e dalla Camera di Commercio di Brescia, sulle imprese nel nostro territorio, in tema di accesso al credito – commenta; Ing. Roberto Saccone, Presidente dell’Ente camerale bresciano – risentono delle perduranti difficoltà connesse ad un livello di inflazione ancora troppo elevato, con la conseguente dinamica del rialzo dei tassi di interesse portata avanti dalla BCE.

Le imprese bresciane, nell’ultimo anno, hanno in effetti evidenziato una sostanziale crescita dei costi connessi alla richiesta di prestiti, causata proprio dall’incremento dei tassi applicati.

Ciò è particolarmente evidente nel settore dell’industria, dove circa il 70% delle imprese segnala un peggioramento dei costi complessivi del finanziamento.

Va peraltro evidenziato che, nel settore dell’industria, le imprese ricorrono al credito, prevalentemente, per finanziare gli investimenti e questo, in prospettiva futura, è comunque da considerarsi un segnale incoraggiante. Nei settori dell’artigianato, del commercio e dei servizi oltre la metà delle imprese non ha invece fatto ricorso al credito nell’ultimo anno e, quando lo ha fatto, è prevalentemente per esigenze di liquidità e di cassa.

Nonostante l’attuale complessa situazione macroeconomica, gli imprenditori bresciani mantengono comunque, complessivamente, un’elevata fiducia nella loro capacità di far fronte al debito acquisito nell’ultimo anno, anche se nei settori dell’artigianato, del commercio al dettaglio e dei servizi, dove è ampia la presenza di realtà medio-piccole, circa una su cinque imprese esprime un certo livello di preoccupazione”

La Camera di Commercio di Brescia, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, ha svolto un’indagine su un campione di 772 imprese della provincia attive nei settori dell’Industria (imprese con almeno 10 addetti), dell’Artigianato manifatturiero (almeno 3 addetti), del Commercio al dettaglio (almeno 3 addetti) e dei Servizi (almeno 3 addetti) per approfondire il sentiment legato al ricorso al credito nell’ultimo anno (marzo 2022-marzo 2023).

Le conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina hanno creato, dopo anni di crescita dei prezzi troppo bassa, esattamente il problema opposto: un tasso di inflazione molto più alto di quello obiettivo. Per tale motivo la BCE, come le banche centrali di molti altri paesi, ha iniziato quello che ha chiamato “un percorso graduale ma duraturo” di aumento dei tassi di interesse, finalizzate a contrastare l’aumento dell’inflazione e i suoi effetti negativi per le persone e per le imprese, per raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi, cioè un’inflazione del 2% all’anno nel medio termine.

In base all’indagine sul credito bancario condotta dalla Banca d’Italia in Italia nel primo trimestre del 2023 i criteri di offerta sui prestiti bancari alle imprese hanno registrato un ulteriore irrigidimento che ha riflesso, come nel corso dello scorso anno, una maggiore percezione e una minore tolleranza del rischio. L’inasprimento, a cui hanno contribuito i costi di provvista e i vincoli di bilancio, ha riguardato tutti i termini e le condizioni generali applicati ai finanziamenti.

Secondo il monitoraggio, nel periodo in esame la domanda di credito da parte delle imprese è diminuita, riflettendo il calo degli investimenti fissi e l’aumento del livello generale dei tassi di interesse, mentre la domanda per scorte e capitale circolante continua a esercitare un contributo positivo.

INDUSTRIA                                                                                                ARTIGIANATO MANIFATTURIERO

Migliorate         Invariate         Peggiorate         Non so                                                                Migliorate                              Invariate         Peggiorate         Non so

 

Quantità credito disponibile/erogabile Tipologia di strumenti finanziari offerti Tempi di valutazione/accettazione delle…

Tasso applicato Garanzie richieste Condizioni accessorie

Costo complessivo finanziamento

Quantità credito disponibile/erogabile Tipologia di strumenti finanziari offerti

Tempi di valutazione/accettazione delle richieste

Tasso applicato Garanzie richieste Condizioni accessorie

Costo complessivo finanziamento

 

I risultati dell’indagine condotta presso le imprese bresciane nel mese di aprile evidenziano un peggioramento diffuso delle condizioni di accesso al credito.

Le imprese segnalano una crescita, nell’ultimo anno, dei costi connessi alla richiesta di prestiti in particolare un peggioramento del tasso applicato e del costo complessivo del finanziamento.

I giudizi di peggioramento più elevati provengono dall’industria dove circa il 70% delle imprese segnala un peggioramento del tasso applicato e dei costi complessivi del finanziamento. La quota si attesta a oltre il 40% nell’artigianato dove anche le indicazioni di peggioramento delle condizioni accessorie e di aumento delle garanzie richieste rappresentano una criticità

 

Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere Lombardia – indagine congiunturale del I trimestre 2023

COMMERCIO AL DETTAGLIO                                                                                                                            SERVIZI

Migliorate         Invariate         Peggiorate         Non so                                                                        Migliorate                              Invariate         Peggiorate         Non so

Quantità credito disponibile/erogabile Tipologia di strumenti finanziari offerti

Tempi di valutazione/accettazione delle richieste

Tasso applicato Garanzie richieste Condizioni accessorie

Costo complessivo finanziamento

Quantità credito disponibile/erogabile Tipologia di strumenti finanziari offerti

Tempi di valutazione/accettazione delle richieste

Tasso applicato Garanzie richieste Condizioni accessorie

Costo complessivo finanziamento

Anche nel terziario le condizioni di accesso al credito sono ritenute peggiorate sul fronte del tasso di interesse e del costo complessivo, maggiormente segnalate dalle imprese dei servizi. Ma anche il peggioramento delle garanzie richieste e delle condizioni accessorie rappresentano fattori di difficoltà.

Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere Lombardia – indagine congiunturale del I trimestre 2023

Investimenti produttivi (compreso adeguamento digitale)

Investimenti per l’efficientamento energetico

Liquidità e cassa Consolidamento/Ristrutturazione del debito

Partecipazione in imprese

Altro NESSUN ricorso al credito e a fonti di

finanziamento

INDUSTRIA

 54,1%

ARTIGIANATO

24,7%

6,5%

21,0%

4,3%

0,0%

3,8%

55,4%

 I due principali motivi in tutti i comparti per cui l’impresa ha fatto ricorso al credito sono gli investimenti produttivi e la liquidità e cassa.

Per l’industria la richiesta di finanziamenti nell’ultimo anno è legata per il 54,1% delle imprese agli investimenti produttivi (compreso l’adeguamento digitale), a cui si aggiunge un 19% di investimenti per l’efficientamento energetico. Mentre meno di un’impresa su tre ha fatto ricorso al credito per necessità di liquidità e cassa. Gli artigiani che ricorrono al credito per investimenti produttivi si attestano al 24,7%, per liquidità e cassa il 21% delle imprese intervistate. Ma occorre osservare che si attesta su valori sensibilmente elevati la quota di imprese dell’artigianato (55,4%), che nell’ultimo anno non ha fatto ricorso al credito.

 

Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere Lombardia – indagine congiunturale del I trimestre 2023

Per le imprese del commercio al dettaglio e dei servizi tra le motivazioni di ricorso al credito nell’ultimo anno le necessità di liquidità e cassa prevalgono sugli investimenti.

Nel commercio al dettaglio oltre il 30% delle imprese sono ricorse al credito per esigenze di liquidità e cassa, la quota di abbassa al 23,4% nei servizi. Quanto agli investimenti produttivi solo per un’impresa su cinque dei servizi è il principale motivo di ricorso al credito dell’ultimo anno, per il commercio il 15,2%.

Anche nel terziario occorre segnalare che oltre la metà delle imprese intervistate nell’ultimo anno non ha fatto ricorso al credito (54,5% la quota del commercio; 54,3% dei servizi).

Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere Lombardia – indagine congiunturale del I trimestre 2023

 

Nessuno      Basso      Medio      Alto

INDUSTRIA                       ARTIGIANATO                       COMMERCIO                           SERVIZI

 

Nonostante le criticità dai risultati dell’indagine emerge che gli imprenditori bresciani hanno una elevata fiducia nella loro capacità di far fronte al debito acquisito nell’ultimo anno.

Le imprese industriali si confermano più solide: solo il 17% si dichiara preoccupata, mentre l’83% lo è poco o per nulla. Minoritaria anche la quota nei servizi dove la percentuale di imprese che esprime un livello medio o elevato di preoccupazione si attesa al 16,9%.

Il comparto caratterizzato da un livello più elevato di preoccupazione è l’artigianato dove meno di un quarto delle imprese nutre poca fiducia (somma livello medio e alto pari al 23,6%), seguito dal commercio (20,7%). In entrambi i comparti la componente relativa ai livelli elevati di preoccupazione rimane comunque minoritaria.

Fonte: elaborazioni Servizio Studi della CCIAA di Brescia su dati Unioncamere Lombardia – indagine congiunturale del I trimestre 2023

 

NOTA PER GLI UTILIZZATORI

I dati del presente rapporto provengono da elaborazioni fatte da Unioncamere Lombardia e sono protetti da licenza “Creative Commons”. Dati, grafici ed elaborazioni possono essere utilizzati liberamente SOLO A CONDIZIONE di citare correttamente la fonte nel seguente modo: “Fonte: Unioncamere Lombardia e Servizio Studi della CCIAA di Brescia”

 

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