Urania d’Agosto a Lumezzane
In arrivo domani al Teatro Odeon lo spettacolo URANIA D’AGOSTO, una produzione di Sardegna Teatro proposta nell’ambito della Stagione promossa dal Comune di Lumezzane.
URANIA D’AGOSTO è una delle ultime fatiche dell’acclamata drammaturga Lucia Calamaro (tra i molti riconoscimenti, l’Ubu 2012 per L’origine del mondo, ospitato anche al Teatro Odeon) che ha disegnato un ritratto di donna immersa in una solitudine siderale, emblema di un’umanità dolente che cerca rifugio in un improbabile altrove.
Accanita lettrice notturna di Urania e fanatica della vita e delle opere degli astronauti, una signora matura durante un isolatissimo agosto in città soffre di un’estrema crisi di alienazione. La sua mente fantastica di navicelle e mondi lontani, comincia a confondere le cose. Poco a poco il suo spazio interiore, fratturato dall’insonnia, trasforma lo spazio esteriore in spazio siderale. È una stagione di lotta interiore la sua, da cui uscirà profondamente trasformata.
Il testo è stato pensato e scritto da Calamaro per Maria Grazia Sughi, attrice fiorentina che dal debutto con Strehler (Estate e fumo, con Lilla Brignone e Valeria Moriconi) ha conquistato da protagonista il palcoscenico in compagnie primarie accanto a Tino Buazzelli, Elsa Merlini, Nino Taranto, Paolo Poli, Andrea Giordana; dal 1982 è importante presenza in veste artistica e progettuale al Teatro Stabile della Sardegna, dove ha interpretato, tra gli altri, Luci di Bohème con Raf Vallone e la regia di Mina Mezzadri, Il matrimonio del signor Mississippi con Gianni Agus e Gigi Pistilli, La Mandragola con Paolo Bonacelli e la regia di Missiroli, Il Vampiro diretto da Beppe Navello, Canto dell’isola Bambina per la regia di Guido De Monticelli.
Accanto a lei, Michela Atzeni dà corpo a una serie di visioni che interpretano gli stati emotivi di Urania.
La riscrittura scenica è di Davide Iodice, che firma adattamento, regia ed elaborazioni sonore; laureato all’Accademia Silvio D’Amico con Andrea Camilleri, regista pluripremiato, finalista con Mal’essere al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017, tra gli importanti riconoscimenti ricevuti annovera il Premio Speciale Ubu per La Tempesta, dormiti gallina dormiti, 1999.
Le scene sono di Tiziano Fario, che tra le numerose collaborazioni vanta quella decennale con Carmelo Bene, i costumi di Daniela Salernitano, le luci di Loic François Hamelin.
Posti disponibili. Ultime prevendite da Punto Einaudi negli orari di apertura della libreria (Via Pace 16/a – 030.3757409, tutti i giorni dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 19, chiuso lunedì mattina e festivi) e online su vivaticket (solo a prezzo intero + diritto di prevendita).
La biglietteria del Teatro Odeon (Via Marconi 5 – 030.820162) sarà aperta martedì 4 dicembre dalle 18.30 alle 19.30 e poi dalle ore 20. Inizio spettacolo alle 20.45.
Ingresso 22 euro (18 il ridotto).
Info alla biglietteria del teatro nei giorni e orari di apertura (martedì e mercoledì dalle 18.30 alle 19.30 e nelle date di spettacolo): 030.820162 e al sito www.teatro-odeon.it
LO SPETTACOLO
SARDEGNA TEATRO
urania d’agosto
di Lucia Calamaro
adattamento e regia Davide Iodice
con Maria Grazia Sughi e Michela Atzeni
scene Tiziano Fario
costumi Daniela Salernitano
elaborazioni sonore Davide Iodice
training e studi sul movimento Michela Atzeni
luci Loic François Hamelin
Una donna matura scocciata, seccata, asociale, accanita lettrice notturna di Urania e fanatica della vita e delle opere degli astronauti, durante un isolatissimo agosto in città, soffre di un’estrema crisi di alienazione e comincia a confondere le cose. Poco a poco il suo spazio interiore, fratturato dall’insonnia, trasformerà lo spazio esteriore in spazio siderale. Da questa stagione di lotta interiore uscirà profondamente trasformata.
Urania d’Agosto ha le qualità morali di un romanzo di formazione accidentale sviluppato su una figura amara, indecisa su tutto, delusa a prescindere, dove lo scandaglio dell’inazione e della crisi esistenziale, anche se sostenuti dal fermento della fantasia, vengono sempre traditi dalla caduta nel reale, che è più forte, più vasto, più tutto: “è l’impossibile, quello vero”.
Lavorare sulla scrittura di Lucia Calamaro fornisce un’esperienza intima, caotica e indocile come sono gli ingarbugli dei pensieri, il flusso irrisolto della psiche. Senza un filo narrativo, affiorano tratti densi di umanità e la riscrittura scenica verso la quale abbiamo proceduto si articola sulle modulazioni sentimentali di figure che abitano un universo di solitudine. Questo testo è un canto psichico, rappresenta lo sprofondamento esistenziale di Urania, una signora anziana, stra-lunata che galleggia nel suo cosmo personale, nell’interiorità negletta di una vecchiaia irretita dal tedio dell’esistenza. La scena è spazio medicale, dal colore azzurro di Urano, dove si dispiega la dinamica tra Maria Grazia Sughi – attrice cui il testo è dedicato, fervente fulcro di questo immaginario – e Michela Atzeni, coro corporeo e contraltare di un costante flusso di coscienza. Già presenze preziose di Sonnai, ho lavorato con loro per operare una sintesi del testo non prosastica ma poetica, in cui risuonasse espanso l’eco del vuoto siderale di un unico stato di coscienza. La metafora cosmologica funge come basso continuo; la casa è una stazione orbitante in cui i significati fluttuano. La solitudine dell’astronauta si rispecchia nella condizione ovattata e sbiadita dell’anzianità, in cui i contorni dei ricordi si illanguidiscono e la domanda di senso rimbomba scottante e insieme distorta.
Davide Iodice
Dall’Uruguay alla Francia fino all’Italia, è una corsa tra due continenti la carriera di Lucia Calamaro, drammaturga, regista e attrice. Nata a Roma, si trasferisce a Montevideo seguendo il padre diplomatico. Si laurea in Arte e Estetica alla Sorbona di Parigi, è docente presso l’Universidad Catolica de Montevideo, prende parte come attrice e regista a molti spettacoli nella stessa città, e poi a Parigi e a Roma.
Nel 2003 fonda l’associazione Malebolge con cui dà corpo alla sua scrittura allestendo Medea, tracce, di Euripide; Woyzeck; Guerra; Cattivi maestri; Tumore, uno spettacolo desolato; Magick, autobiografia della vergogna. Nel 2011 L’origine del mondo vince 3 Ubu, tra cui miglior nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica. Nel 2012 riceve il Premio Enriquez. Nel 2014 debutta Diario del tempo, l’epopea quotidiana, nel 2016 La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo.
Quando Lucia Calamaro presentò al pubblico L’Origine del Mondo, spettacolo che si aggiudicò ben tre Premi Ubu e che è da molti considerato il suo capolavoro, un commento che ho sentito dire più volte, e che probabilmente spiega con più esattezza e sintesi una caratteristica della sua scrittura, è questo: “sembra che mi abbia letto nella testa”. Se uno dei ruoli dei poeti – siano essi dei versificatori oppure utilizzino, come in questo caso, lo strumento della drammaturgia – è quello di trovare parole coerenti a descrivere ciò che tutti sentono ma non sanno pronunciare, Lucia Calamaro va sicuramente inserita in quella schiera. Sono in tanti a considerare l’autrice romana una dei più grandi drammaturghi italiani viventi, per qualcuno la più grande, sicuramente la meno etichettabile. …
Graziano Graziani, Il Tascabile
