Fiabe e gacc di Piergiorgio Cinelli al Castello di Padernello

Sabato 8 dicembre – ore 18.00 al Castello di Padernello Piergiorgio Cinelli presenterà il suo libro di disegno Quarantaquàter gacc bresà e il suo tredicesimo disco Canzoni da fiaba.

Il disco si concentra su uno specifico tema: le fiabe classiche. Nove canzoni, tutte originali, di cui Cinelli ha scritto testi, musica e arrangiamenti. Sono cantate e suonate dallo stesso Cinelli e da Ivana Gatti, mentre alle chitarre troviamo Poncio Belleri. I testi sono in italiano, a differenza dei precedenti lavori dell’artista.

I personaggi, rivisti e reinterpretati, sono: Pinocchio, Cenerentola, il lupo, la bella addormentata, il gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, Barbablu, la piccola fiammiferaia e il re nudo.

Le canzoni erano state concepite per un musical; a distanza di tre anni sono state raccolte in un disco.

Quarantaquàter gacc bresà, invece, è un libro di disegni pubblicato da un editore bresciano, Liberedizioni. Sono quarantaquattro gatti bresciani, quarantaquattro come quelli della famosa canzone dello Zecchino D’oro del 1968.

Alla serata saranno presenti Piergiorgio Cinelli, Ivana Gatti alla voce e le Belly Love, gruppo di danza del ventre.

L’ingresso è libero e a seguire si potrà gustare in compagnia un aperitivo.

 

“È tutta colpa di Tigre, la mia gatta. Spesso, come fanno i gatti, lei se ne va in camera da letto, d’estate come d’inverno. Ogni giorno prova tutti i letti di casa. Ha cinque anni, ma ancora non ha deciso quale sia il migliore. O forse l’ha deciso, magari già dal primo giorno, ma non vuole che lo si sappia. Tigre, la mia gatta, sui letti ci dorme. Ogni tanto si stira, allunga le zampe e, a volte, si addormenta proprio mentre si allunga. È così che un giorno, un paio d’anni fa, l’ho vista, sdraiata nella sua massima estensione. E l’ho fotografata. Pensate che abbia stampato la foto? Nooo. Pensate che abbia mandato la foto a mia mamma? Nooo. Pensate che abbia pubblicato la foto su Facebook? E no alùra?! E cosa ho scritto a descrizione della foto? Ho scritto Slon-gàt.

Poi ho pensato: “Slongàt” (sì, l’ho pensato senza trattino) e mi sono detto: “Ma allora…quasi tutti i participî che in italiano finiscono con gato, in dialetto finiscono con gat, con gatto!”

Ecco. Così ho cominciato a pensarli, a raccoglierli, a ricordarli. Alla fine ne ho raccolti circa ottanta (naturalmente ce ne sono altri…) ed ho cominciato a disegnarli, nei ritagli di tempo, nel tempo libero, nei ritagli del tempo libero. Alla fine ne ho scelti quarantaquattro, come quelli della famosa canzone dello Zecchino D’oro del 1968. Non sono tutti participî; ho scelto quelli che mi ispiravano di più, quelli più facili da disegnare, quelli che mi sembravano più simpatici, più immediati. Chissà…magari in una seconda edizione disegnerò anche gli altri trentasei, ma in quel caso sarà sicuramente una raccolta più seria, introspettiva. Comunque sia, la responsabilità è sua, di Tigre, la mia gatta. Miao.”

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