On. Cristina Almici: “Il Governo è vicino agli agricoltori nei fatti”
L’onorevole Cristina Almici, nella sua veste di componente della Commissione Agricoltura, ha tracciato un punto della situazione sugli avvenimenti che stanno caratterizzando il settore da lei seguito: “Riassumendo tutto quello che sta accadendo in questo periodo in Italia e in Europa – è la riflessione della parlamentare di Fratelli d’Italia – possiamo sottolineare che la politica del Governo è vicina alle rivendicazioni degli agricoltori. Nei giorni scorsi il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha avuto un confronto diretto con i portavoce di alcuni presidi di protesta, come è avvenuto, ad esempio, lo scorso giovedì 9 febbraio in Regione Lombardia a Milano. Inoltre il Consiglio dei Ministri ha incontrato le rappresentanze di categoria agricole per discutere le problematiche del comparto.
Il quadro che è emerso da questi incontri, al contrario di quanto cerca di far credere in modo del tutto strumentale una parte della sinistra, è molto chiaro. Da una parte si evidenzia che, al contrario di quanto avviene per i loro colleghi degli altri Paesi Europei, gli agricoltori italiani non hanno precise lamentele da muovere all’operato del nostro Governo. Semmai è la politica europea, con le sue derive “green”, ad essere al centro delle proteste di un settore fondamentale per la nostra economia. I rappresentanti del settore agricolo sono stati rassicurati dal fatto che gli obiettivi strategici per il comparto sono già nel programma del Governo. In questo senso – prosegue l’on. Almici – sono state intraprese misure strutturali per sostenere le imprese agricole nel gestire gli aumenti dei costi di produzione e l’instabilità del mercato. Interventi concreti e diretti, che pongono in risalto l’istituzione del fondo per le emergenze in agricoltura (300 milioni di euro), il fondo innovazione Ismea (250 milioni di euro) e il fondo per la sovranità alimentare (100 milioni di euro).
Inoltre possiamo porre in primo piano la rinegoziazione del PNRR, con 2,85 miliardi di euro che sono a disposizione per gli interventi agricoli. Una strategia di lungo periodo, che ha avuto cura delle filiere più deboli o in grado di incidere maggiormente sull’innovazione del comparto. Voglio sottolineare che gli obiettivi evidenziati dall’azione del Governo sono quello che serve in questo momento al settore dell’agricoltura”. Proprio questa attenzione ha impedito che in Italia la protesta degli agricoltori prendesse di mira direttamente il Governo: “In diversi Paesi stiamo assistendo ad una crescita graduale della protesta contro i rispettivi governi – spiega Cristina Almici – questo da noi non sta accadendo perché il settore agricolo ha potuto vedere la corrispondenza dei suoi obiettivi con l’azione del Governo guidato dal presidente Giorgia Meloni. Particolarmente esemplificativo in tal senso è il cosiddetto manifesto programmatico che è uscito dall’incontro con il Ministro Lollobrigida. Un “progetto” di assoluta importanza che richiede la riprogrammazione del green deal europeo, il contrasto alle importazioni e alla concorrenza sleale nei paesi terzi e controlli sulle pratiche sleali per tutelare i redditi degli agricoltori, l’abolizione di vincoli ed incentivi per non coltivare la terra, la detassazione in agricoltura, il divieto al cibo sintetico, il contenimento della fauna selvatica, un’adeguata riqualificazione della figura dell’agricoltore, una giusta soluzione dell’approvvigionamento idrico e un piano urgente per le infrastrutture e, infine, una politica mirata a fermare il consumo del suolo. Le richieste degli agricoltori hanno trovato nel Governo ascolto e condivisione.
Questo ha rassicurato i manifestanti, ma, visto che bisogna fare i conti con l’Europa, bisogna portare avanti questo percorso. In particolare rimane cruciale la Politica Agricola Comune (PAC), ma è indispensabile che il Governo italiano continui a far sentire la sua voce e a confrontarsi con le strategie che sembrano andare per la maggiore in questo momento in Europa. Una voce discordante e attenta ai valori che fanno del settore agricolo una risorsa irrinunciabile per il nostro Paese”.
