Il terzo settore in Italia: cos’è e da quali enti è composto
Il terzo settore in Italia rappresenta una componente fondamentale del tessuto sociale nazionale, andando a costituire quella che viene definita come la “terza via” rispetto al settore pubblico e a quello privato for profit. Si compone di un insieme eterogeneo di enti privati, accomunati dall’assenza di scopo di lucro e dal perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La definizione giuridica è stata formalmente introdotta dalla Legge delega n. 106/2016, cui ha fatto seguito il Codice del Terzo Settore (D.lgs. n. 117/2017), con cui sono stati definiti confini, regole e meccanismi di funzionamento di questo comparto. Oggi si contano oltre 360.000 enti attivi nel non profit, e la sola porzione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) supera le 130.000 unità, a riprova della straordinaria vitalità del settore nella società italiana. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT, il non profit continua a crescere e genera posti di lavoro, concentrati in particolare nelle cooperative. Produce un valore pari a circa il 4,4% del PIL, coinvolgendo anche milioni di volontari ogni anno. Scopriamo nel dettaglio i numeri del terzo settore, anche in termini di tipologie di enti.
Terzo settore: cos’è
Il terzo settore raccoglie tutti quegli enti di natura privata che, senza finalità di lucro, svolgono attività di interesse generale come l’assistenza, la tutela ambientale, la promozione culturale, l’inclusione sociale e tantissimi altri ambiti a forte impatto civico. Questi enti agiscono ispirandosi al principio di sussidiarietà, che prevede una stretta collaborazione con lo Stato e gli enti pubblici nella gestione di servizi e progetti utili alla collettività. La normativa vigente sancisce il valore sociale di queste realtà, tracciando al contempo le procedure per il registro nazionale, la promozione e la vigilanza sul corretto impiego delle risorse tramite organismi come il Consiglio Nazionale del Terzo Settore, che opera presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Le funzioni del terzo settore
Il terzo settore svolge svariate funzioni essenziali. Oltre ad occuparsi di bisogni sociali fondamentali come l’assistenza alle fasce deboli, la salvaguardia dell’ambiente, la promozione della salute, il supporto all’istruzione e alla cultura, fornisce risposte concrete a nuove emergenze e bisogni che lo Stato e il mercato non riescono a soddisfare pienamente. Un altro ruolo chiave è la promozione della partecipazione attiva dei cittadini, stimolando il senso civico, la solidarietà e la cultura del volontariato. L’apporto del terzo settore diventa dunque cruciale soprattutto nell’attuazione dei principi di equità e coesione sociale sanciti dalla Costituzione, rappresentando un esempio virtuoso di sussidiarietà orizzontale.
Da quali enti è composto il terzo settore
Il panorama del terzo settore italiano è estremamente variegato. Ne fanno parte le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le cooperative sociali, le imprese sociali, le fondazioni, gli enti filantropici e le organizzazioni non governative (ONG). Ognuna di queste tipologie di enti porta il proprio specifico contributo, sia economico sia sociale. Secondo i dati, le ONG valgono più di 1,4 miliardi di euro, le cooperative e le imprese sociali sono importanti hub di inserimento lavorativo per persone svantaggiate, le associazioni di volontariato sono indispensabili nella gestione delle emergenze o nell’accompagnamento delle categorie fragili e le fondazioni e gli enti filantropici finanziano progetti innovativi e promuovono percorsi culturali e di advocacy.
Come lavorare nel terzo settore
La crescente complessità delle attività e delle competenze richieste nel terzo settore rende sempre più importante la formazione universitaria e specialistica dedicata. Si parla anche di associazioni di volontariato, cooperative sociali e società di mutuo soccorso. La ramificazione del terzo settore è molto estesa e di conseguenza per accedervi lavorativamente si possono seguire strade accademiche come un percorso di scienze della formazione primaria online o anche in scienze politiche, quest’ultimo adatto soprattutto per chi vuole occuparsi delle ONG e delle relazioni internazionali. Un esempio di offerta accademica in ambito telematico è quella dell’Università degli Studi Niccolò Cusano che propone corsi specifici dedicati all’area socio-educativa, capaci di formare figure professionali richieste dal terzo settore.
Dati e numeri aggiornati sul terzo settore
Secondo il recente Rapporto dell’Osservatorio RUNTS, gli enti iscritti hanno superato quota 130mila nel 2024, con una crescita a dispetto di un quadro economico complesso. Sul piano occupazionale il terzo settore impiega oltre 919.000 addetti, con una significativa presenza femminile e una quota di giovani under 35 vicina al 20%. Dal punto di vista territoriale, la distribuzione degli enti premia Nord-Ovest e Centro, anche se il tasso di crescita più alto si registra nelle regioni del Sud.
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