”I Testimoni” al Museo Diocesano
Giovedì 11 aprile 2019, alle ore 11.30 presso il Museo Diocesano verrà presentata la mostra I testimoni, grafiche di Giuseppe Bocelli e testi poetici di Basilio Luoni. La presentazione della mostra è affidata a Francesco Rognoni, docente presso l’Università Cattolica e curatore del volume che raccoglie i testi e le acqueforti dei due artisti.
I testimoni è una galleria di ‘ritratti’ dei personaggi della passione di Cristo letti con il duplice registro della poesia in dialetto comasco e della grafica scarna dell’acquaforte.
I Testimoni segna il punto più alto dell’ormai quasi ventennale sodalizio tra due personalità artistiche di grande forza e originalità. Raramente una congiunzione di parole e immagini ha saputo imrpessionarmi e commuovermi tanto. E non che i versi di Luoni sarebbero meno icastici senza le incisioni di Bocelli, o queste non così eloquenti nel loro silenzio. Non che l’uno abbia, davvero, bisogno dell’altro: ad entrambi si crede anche separatamente.
BASILIO LUONI è nato a Como il 30 maggio 1941. Vive sul lago a Lezzeno, dove dagli anni Sessanta dirige una Compagnia teatrale di “dilettanti”, per la quale ha tradotto in lezzenese – un dialetto sorprendente per “la sua arcaicità, espressiva e preziosa” (Isella) – commedie di Molière, Regnard, Beaumarchais, Aristofane, Plauto, Čechov, Puškin. Sempre per la Compagnia ha scritto i “misteri” El Natal (presentazione di Gianfranco Ravasi, Como 1994) e La Pasqua, e una rivisitazione dell’Odissea: El Baloss. Anticipato da Dante Isella sull’Almanacco dello Specchio (1993), il suo romanzo in versi El librô di figur è uscito in forma integrale nel 2015. In italiano ha tradotto e annotato varie opere, fra cui importanti antologie dei Tragiques di Théodore Agrippa d’Aubigné e del Cabinet des Fées (entrambe Rizzoli) e l’Histoire des chats di Paradis de Moncrif. È impegnato nella compilazione de I termen de Lescen, un vocabolario del dialetto lezzenese di cui sono usciti i primi due quaderni (in copertina, acqueforti di Giuseppe Bocelli): I termini dei campi, delle cascine, delle stalle, dell’allevamento dei bachi da seta e delle api e I termini dei prati e dei boschi, dei boscaioli e dei maestri d’ascia (2016 e 2017).
GIUSEPPE BOCELLI è nato a Cremona nel 1949 e vive a Como. Magistrato fino al 2016, ha da sempre coltivato la grafica e la scultura (e più recentemente anche la pittura), riscuotendo, fra gli altri, l’apprezzamento di Giovanni Testori. Ha esposto in varie gallerie a Roma, Milano, Como, Mantova. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private, e in luoghi di culto. Sculture e incisioni sono riprodotte nei cataloghi Gli astanti e Graffiti (presentazione di Basilio Luoni, Mantova 2008 e 2011). Con Basilio Luoni ha realizzato: El ball de la Garìgôla (Como 1997); In cerca. Otto liriche di Gentilia Ardigò nel dialetto di Casalbuttano tradotte da Basilio Luoni nel dialetto di Lezzeno per un bestiario minimo di Giuseppe Bocelli (Como 2005); Sparizioni. Sei liriche di Basilio Luoni e sei acqueforti di Giuseppe Bocelli (Lezzeno/Como 2006); Amor vitae amor mortis (Como 2011).
