Lombardia maglia nera per le morti bianche

Sono i numeri, purtroppo, a confermare quanto l’emergenza morti bianche nel nostro Paese sia una piaga irrisolta su cui bisogna intervenire. Sono 587 le vittime sul lavoro registrate da gennaio a luglio 2018, con una media terribile di 84 morti al mese. Di questi 414 decessi sono stati rilevati durante il lavoro e 173 durante il percorso per raggiungerlo.

Rimane la Lombardia in cima alla graduatoria con il più elevato numero di vittime in occasione di lavoro (55 decessi). Seguono: Emilia Romagna (47), Veneto (44), Piemonte (36), Lazio (32), Campania e Toscana (31), Sicilia (22), Calabria (18), Friuli (15), Liguria, Puglia e Abruzzo (13), Marche e Basilicata (10), Sardegna (9), Umbria, Molise e Trentino Alto Adige (5).

 

A livello provinciale la maglia nera è riservata a Roma con 26 morti, seguita da Milano con 20, Torino con 18, Napoli con 16, Bologna con 11, Udine, Brescia e Treviso con 10.

 

Una proiezione statistica tragica che non sembra essere troppo diversa da quella dello scorso anno quando le vittime erano 591. Perché il decremento di mortalità non arriva neppure allo 0,7%.

Con una media mensile di oltre 80 morti al mese si desume drammaticamente anche quella settimanale che è di 20 lavoratori che perdono la vita dal Nord al Sud Italia; 60 le donne decedute nel 2018 (28 quelle decedute in occasione di lavoro e 32 in itinere). Gli stranieri deceduti da gennaio a luglio 2018 sono 93 (68 hanno perso la vita in occasione di lavoro).

Il settore in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è quello delle Costruzioni (con 68 decessi) seguito dalle Attività Manifatturiere (55) e dal settore dei Trasporti e Magazzinaggi che fa rilevare 53 morti; mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese i morti sono 18. La metà delle 587 vittime aveva un’età compresa tra i 50 e i 65 anni.

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