Piccoli lavori in casa? I bresciani scelgono il fai-da-te

La manutenzione, si sa, è fondamentale per mantenere i beni il più a lungo possibile. Se si tratta della propria casa, poi, per i bresciani è ancora più importante. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni1, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 68% degli intervistati si rende conto che trascurare i piccoli problemi della propria casa potrebbe portare ad avere danni maggiori, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare. Per ovviare a tutto ciò, dalla ricerca risulta che più della metà dei bresciani (65%) sarebbe addirittura disposta a dare fondo a tutti i suoi risparmi, mentre il 22% prenderebbe in considerazione l’idea di chiedere un prestito bancario. I più previdenti utilizzerebbero la copertura assicurativa stipulata in precedenza (43%), mentre l’11% chiederebbe un aiuto economico ai propri familiari.

 

Se poi la casa si trova in zone esposte a importanti eventi atmosferici, la manutenzione viene ritenuta fondamentale per il 64% degli intervistati: in questo caso infatti si potrebbero più facilmente verificare problemi ai tubi in caso di gelate, o muffe poco gradevoli nelle zone umide della casa, come taverna o cantina.

 

Ma a chi rivolgersi? A nessuno, risponde il 35%. A quanto pare infatti il do-it-yourself, per dirla all’americana, è entrato nelle corde dei bresciani, ma pare che il motivo scatenante per questi ultimi non sia la gioia di riparare qualcosa con le proprie mani. Secondo la ricerca infatti solo l’8% si cimenta in piccole riparazioni per divertimento: il motivo principale che spinge a non chiamare professionisti del mestiere è, ancora una volta, il risparmio per il 54% degli abitanti della città lombarda. Gli altri fattori che portano a passare il proprio tempo libero a svolgere lavori di manutenzione? Il 28% ritiene di avere le competenze adatte per svolgere un buon lavoro mentre per l’11% è una questione di tempistiche: far da sé è più rapido.

 

Non tutti i bresciani però si sentono così competenti: il 45% degli intervistati si rende conto infatti che chiamare un professionista significa avere la garanzia di un lavoro ben fatto, e il 51% ammette di non avere le giuste capacità per svolgere lavori di manutenzione, specialmente per quanto riguarda gli spazi esterni: il 66% non andrebbe mai a riparare il tetto, e il 42% non si cimenterebbe mai nella ritinteggiatura di pareti o ringhiere, nella sistemazione delle grondaie o di mettere a posto i pluviali. Anche l’idraulica piace poco: ben il 32% rinuncia volentieri a sostituzioni di rubinetterie o simili. Insomma, a ognuno il suo mestiere.

 

 

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