Gioco d’azzardo patologico: 2670 giocatori patologici nel 2017

Ieri in Consiglio regionale, si è fatto il punto sulle misure di contrasto al gioco d’azzardo patologico, in relazione al report annuale che la Giunta presenta al Consiglio (la legge di riferimento è la  n.8 del 2013), e alla  ricerca su “I costi sociali del gioco d’azzardo problematico in Italia”, realizzata da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Sul tema si sono riunite in seduta congiunta le Commissioni Sanità e Politiche sociali, Attività produttive e il  Comitato paritetico di Controllo e Valutazione.

“E’ un fenomeno affligge la società, senza distinzioni di età, livello economico e sociale, istruzione o provenienza” ha detto la Presidente del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Barbara Mazzali (FdI), sottolineando che nel 2017 i centri lombardi hanno assistito 2670 giocatori patologici e che dal 2013 ad oggi c’è stato un incremento degli assistiti del 41%.

La Regione  si è mossa con una specifica legge regionale per dare regole e promuovere prassi più efficaci di contrasto. Come Comitato, che ha il  compito di valutare effetti e risultati delle leggi, siamo convinti che la strada su cui proseguire sia quella di investimenti economici per disincentivare il gioco d’azzardo patologico e di modelli e sistemi per garantire controlli maggiori.

L’industria del gioco d’azzardo si aggira attorno ai 10 miliardi di euro e sono cifre che non possiamo ignorare perché dietro a questi numeri ci sono moltissime persone e famiglie.

Le società guadagnano mentre la collettività deve affrontare costi economici e sociali sempre più importanti, stimati attorno ai 2,7 miliardi.

Nel monitoraggio si è evidenziata le necessità di effettuare una mappatura di quanto stanno facendo i comuni lombardi anche sulla base della legge 8/2013 e di aprire una riflessione sugli incentivi diretti agli esercizi commerciali attualmente in vigore su cui, come Comitato Paritetico, abbiamo qualche perplessità.

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