Aria buona o aria malata? Il dibattito si accende tra Ispra e Loggia

Sono 19 le città italiane dove sono stati registrati valori oltre la norma giornalieri di pm10 (polveri sottili con diametro uguale o inferiore a 10 micrometri, ndr) al 10 dicembre 2018, una in più dell’anno scorso. Ad aggiudicarsi la maglia nera è Brescia, con ben 87 sforamenti, seguita da Torino mentre Viterbo, che non ha mai oltrepassato il limite, si attesta come campione di qualità dell’aria tra le aree urbane. A rivelarlo è l’edizione 2018 del rapporto Ispra-snpa sulla qualità dell’ambiente urbano, prende in esame 120 città e 14 aree metropolitane.

Ma il dibattito si è subito acceso tra chi ragiona e riflette sui dati emersi e chi, come la Loggia, li contesta:

”Il Rapporto Ispra 2018 certifica che Brescia è la città più inquinata d’Italia. Triste primato per una realtà in cui da sei anni a livello locale si pontifica di ambiente in ogni salsa, evidentemente con pochi risultati concreti. L’impegno di tutti i bresciani, in qualsiasi ruolo e qualsiasi livello, deve essere quello di un lavoro di squadra per non far perdere alla nostra città nessuna opportunità per migliorare la qualità della vita per le generazioni future. Io ci sono”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi ed ex vicesindaco di Brescia in merito al rapporto Ispra 2018” – dichiara Fabio Rolfi, Assessore Regione Lombardia

Un comunicato della Loggia invece indica: ”In queste ore, a seguito della pubblicazione del rapporto Ispra sull’Ambiente urbano, alcuni organi di stampa stanno diffondendo la notizia che Brescia sarebbe maglia nera in Italia per la qualità dell’aria. Il dato non corrisponde a realtà. Analizzando il rapporto si legge, infatti, che la città, nel 2017, non è stata la peggiore in Italia per quanto riguarda la concentrazione di Pm10, mentre il dato del 2018, diffuso anche in una nota stampa da Ispra, si riferisce alla sola centralina di Rezzato (aggiornato al 10 dicembre) e non prende in considerazione le centraline poste sul territorio del Comune di Brescia.
Al link http://qualitaaria.comune.brescia.it/PM10.aspx (dati Arpa) è possibile verificare gli effettivi giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria dal primo gennaio 2018 a oggi. Sono 36 per la centralina del Broletto e 41 per la centralina del Villaggio Sereno.
Inoltre, a pagina 27 del Piano regionale Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia (in allegato) si evince molto chiaramente come Brescia non sia, e non sia mai stata dal 2002 al 2017, la città maglia nera in Lombardia, e quindi anche in Italia, per la qualità dell’aria.
Il Comune ha già contattato Ispra chiedendo di rettificare la notizia, al fine di non fornire un quadro inesatto della situazione e lesivo dell’immagine della nostra città”

La matassa è da sbrogliare, quel che è certo, primo posto o meno in classifica, è che l’aria bresciana non sia nè pura nè salubre.

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