Per richiedere il reddito di cittadinanza servirà lo Spid

Per chi ancora non l’avesse, ci sono tre mesi di tempo per richiedere lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e farsi trovare così pronti, dal primo marzo, a compilare online la domanda per il reddito di cittadinanza, che scatterà dal primo aprile.

Per ottenere le credenziali SPID ci si rivolge ad uno degli 8 Identity Provider che offrono il servizio per creare l’identità digitale. In base al soggetto che scegli, è possibile avviare la procedura di identificazione scegliendo tra diverse modalità disponibili. Su https://spid.gov.it/richiedi-spid si avvia la procedura di registrazione.

Dall’1 aprile, dopo le verifiche dell’Inps sui requisiti dei richiedenti, arriverà una lettera a casa con due inviti. Il primo per andare alle Poste, dove sarà possibile ritirare la tessera già carica che potrà essere usata per qualunque acquisto tranne che per il gioco d’azzardo: è previsto che venga speso almeno il 70% dell’importo che altrimenti viene perso.

Tutti gli acquisti e il passaggio dei soldi sarà tracciato con l’app io.italia.it: che servirà anche a tracciare il passaggio dei soldi del reddito di cittadinanza e valutare se il sistema funziona o no.

Il secondo invito è per recarsi al centro per l’impiego più vicino per sottoscrivere il “patto per il lavoro”. È lo schema previsto dal governo per l’introduzione della misura voluta dal M5S.

Per coprire la platea saranno sufficienti i 7,1 miliardi di euro stanziati nella Legge di Bilancio 2019. Sono molti però i limiti inseriti nel decreto.

Innanzitutto potrà ricevere il reddito chi ha un Isee (l’indicatore della situazione economica) sotto ai 9.360 euro, un patrimonio mobiliare che non superi i 30 mila euro, un reddito annuo inferiore a 6 mila euro se si vive da soli o a 12.600 euro a fronte di una coppia con quattro figli minori.

I 780 euro inoltre sono divisi in due parti: 500 euro di base più 280 per la casa.

In sostanza chi è in affitto riceve i 280 euro, chi ha una casa di proprietà no. Nel decreto ci saranno anche misure a favore delle imprese, come ha chiesto la Lega.

Un ruolo cruciale avranno i centri per l’impiego, cui in manovra è stato destinato un miliardo per l’ammodernamento, nuove assunzioni (4 mila dipendenti) e un innovativo software. Le offerte di lavoro per i beneficiari saranno tre e se si rifiutano tutte si perde l’aiuto. Nei primi 6 mesi l’offerta dovrebbe arrivare nei 100 km dal luogo di residenza, tra i 6 mesi e i 12 entro 250 km, dopo un anno è possibile che la distanza aumenti, tenendo conto anche del nucleo familiare e di figli disabili. Su questo punto dirà l’ultima parola Di Maio. La distanza aumenterà anche dopo il primo o il secondo rifiuto.

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