Congiunturale PMI, il quarto trimestre meglio del terzo ma aumentano gli interrogativi

Il quarto trimestre è leggermente meglio del terzo (che era stato il peggiore dell’anno), il 2018 è nel complesso moderatamente positivo ma aumentano gli interrogativi e le incertezze.

Questo dice l’analisi congiunturale sul quarto trimestre 2018 realizzata dal Centro Studi Apindustria su un campione di cento imprese associate. Per quanto concerne la congiuntura, il quarto trimestre registra fatturati in crescita per il 57% delle imprese, stabili per il 13% e in calo per il 30% dei casi. In linea con questi trend anche quelli su ordini e produzione, modeste note positive sull’occupazione, un po’meglio gli investimenti. Il trimestre si chiude con poca spinta nell’utilizzo degli impianti e forti contrazioni nelle imprese più deboli: il 15% del totale usa l’impianti sotto il 50%, un altro 21% sotto il 70%.

A livello tendenziale il 2018 si presenta generalmente positivo per le PMI associate. Le imprese intervistate presentano un fatturato in crescita nel 54% dei casi, stabile nel 16%, (in linea con i dati tendenziali sulla produzione). Se pur il clima positivo sia condiviso, si sottolinea tuttavia come un numero non trascurabile di imprese stia vivendo una fase di contrazione nell’anno in corso: da inizio anno, circa il 30% delle imprese presenta infatti un fatturato che si è ridotto rispetto ad inizio anno. Per quanto riguarda il 2019, le aspettative tendono allo stazionario. Meglio, come sempre, le previsioni sugli sbocchi nei mercati esteri (Ue soprattutto). Da segnalare il 30% di imprese che prevede fatturati in calo sul mercato italiano per il 2019.

«Sono dati che ci aspettavamo – afferma Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -. Abbiamo una crescita ancora precaria, le risposte dei nostri associati suggeriscono una situazione ancora fluida, che tende al ribasso in realtà più che alla crescita. Una situazione mobile, che ovviamente preoccupa e che non aiuta gli imprenditori a fare gli investimenti necessari». In tale contesto non aiuta la situazione britannica: «Tutti sono attenti a quanto sta accadendo in Gran Bretagna, che è un po’ esempio di quello che potrebbe accadere anche altrove. È evidente che nemmeno questa situazione dà la necessaria serenità agli imprenditori, soprattutto in un contesto come il nostro, fortemente vocato all’export».

 

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