Ludopatia, i dati sul rischio gioco patologico in Italia

Il gambling in Italia continua a espandere il proprio mercato. Gli ultimi provvedimenti legislativi non hanno invertito una tendenza ormai consolidata, con l’industria dell’azzardo che incrementa i propri introiti.

Nel 2018 il volume di gioco italiano è salito a quota 107 miliardi di euro, migliorando di circa 5 miliardi quanto fatto registrare nell’anno precedente. Non che lo Stato si debba lamentare di questi numeri: 9,9 miliardi sono finiti dritti nelle casse dell’erario, un fondo da non sottovalutare. Se è vero che gli effetti della nuova legislazione in materia saranno più evidenti a partire dal 2019, ma in maniera concreta almeno dal 2020, è impossibile ignorare come il trend non abbia conosciuto momenti di crisi negli ultimi decenni.

Nonostante questo, i numeri sul gioco d’azzardo patologico non risultano preoccupanti. Anzi, tutt’altro. Alcuni studi recenti hanno evidenziato come l’alcolismo sia una dipendenza molto più rilevante negli italiani rispetto alla ludopatia, per quanto un confronto tra i due debba sempre dipendere da quanti soggetti problematici riescono a dichiarare la propria malattia. I dati hanno per esempio dimostrato che nel 2017 erano 1.500 i cittadini italiani in cura per il GAP, mentre la dipendenza da alcol risulta dalle cinque alle dieci volte maggiore. La spesa media del giocatore italiano, nel 63,7% dei casi analizzati, non supera i 10€ mensili, una cifra che non grava in maniera incisiva sulla maggior parte delle famiglie italiane. Lo stesso studio ha dimostrato che soltanto lo 0,6% della popolazione rischia di essere ammessa tra i casi di ludopatia, sottolineando il netto calo nel numero di giovani che si avvicinano all’azzardo (-28,6%).

Il grosso problema, invece, rimane internet, in cui ben la metà di chi ha problemi di gioco d’azzardo patologico scommette. I casi riconosciuti di solito non si limitano a una specialità online, ma si dedicano a numerose offerte: slot machine, videolottery, scommesse sportive e casinò game di ogni genere. Gli smartphone e le loro app stanno assumendo un ruolo fondamentale nello sviluppo della rete all’interno dell’industria del gambling. Il digitale sarà probabilmente il campo da gioco del futuro, e il futuro si sta lentamente avvicinando a questa realtà. Per questo è auspicabile che lo Stato italiano intervenga con un’ulteriore legislazione concepita in maniera specifica per l’online.

La Lombardia dal canto suo ha investito una cifra importante per aiutare la prevenzione e la cura dei casi patologici di gioco d’azzardo. La Regione ha messo a disposizione un totale di 1,28 milioni di euro, di cui 838.000 sono stati spesi nel 2018 e 443.000 verranno impiegati quest’anno. Il progetto permetterà di fare informazione nelle scuole, istruendo i ragazzi sui rischi legati alle scommesse e alla compulsività del betting. Per i neomaggiorenni, potrebbe già essere utile per estirpare alla radice un eventuale inizio di GAP, che con le tecnologie moderne è sempre più a portata di giocata. La prevenzione rimane realisticamente la strada migliore da seguire, per evitare che anche le generazioni future ripetano gli errori più gravi di chi al giorno d’oggi non riesce a contenersi nelle scommesse.

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