Cna Brescia sceglie l’autonomia per favorire lo sviluppo economico e gli investimenti

Già sei anni fa la Cna aveva individuando il “federalismo differenziato” come una delle leve per il rilancio dello sviluppo economico. Oggi – quando il tema è divenuto centrale, a un anno dalla sottoscrizione della pre-intesa per l’attribuzione alla Lombardia di ulteriori forme di autonomia e in vista del 15 febbraio, quando il Governo dovrebbe formulare la proposta di autonomia della Regione – la Cna torna a porvi l’accento. Lo ha fatto ieri a Milano nell’ambito di un incontro, cui ha partecipato anche la presidente di Cna Brescia Eleonora Rigotti, in cui sono emerse le priorità per l’autonomia: investimenti e sviluppo economico(inteso come innovazione e internazionalizzazione, reti e infrastrutture anche digitali,trasporti e promozione del territorio).

Un incontroche si è svolto in contemporanea anche nelle Regioni Emilia e Veneto, accomunate dal medesimo percorso della Lombardia.
La Cna Brescia, per voce della presidente, ha ribadito l’appoggio alla richiesta di maggioreautonomia sia a livello amministrativo sia economico: “Da subito abbiamo condiviso il
percorso perché ne apprezziamo i principi ispiratori: l’istanza per una maggiore autonomia regionale si fonda sulle buone pratiche amministrative maturate e sui risultati ottenuti ed è priva di rivendicazioni ideologiche”.

La Lombardia, pur con qualche difficoltà, mantiene un buon livello di competitività in Europa, ma la riduzione delle risorse finanziarie degli ultimi anni ha irrigidito i bilanci,
limitando l’apporto allo sviluppo economico. “L’autonomia può costituire una leva inedita per stimolare la crescita e aumentare il livello di competitività delle imprese – dichiara
Rigotti -, è uno strumento a servizio delle Regioniper intervenire in modo incisivo sul gap infrastrutturale che penalizza le imprese, per incrementare le risorse per investimenti e
sviluppo economico, per sostenere l’economia produttiva nei percorsi d’innovazione. Una maggiore autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria può essere una marcia in più per accorciare il gap che separa la Lombardia dalleregioni europee più competitive”.

Secondo la presidente bresciana, però, l’autonomia da sola non basta: è infatti necessario invertire la rotta rispetto agli ultimi anni, che hanno visto un’inaccettabile penalizzazione delle risorse destinate agli investimenti e allo sviluppo. “Nella fase di definizione del processo di attribuzione di risorse e competenze – conclude Rigotti – le Regioni dovrebbero dare priorità allo sviluppo economico e alla crescita. Solo in questo modo la Regione sarà in grado d’intervenire in misura più incisiva sul futuro delle persone e delle imprese”.

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