Aral al lavoro per il futuro della zootecnia lombarda

“La nostra associazione rimane  un punto di riferimento imprescindibile nel mondo della zootecnia lombarda: un traguardo che abbiamo raggiunto grazie alla voglia di fare squadra, ma anche al grande patrimonio di professionalità e competenze maturato in quasi mezzo secolo dalla fondazione”.

Questo il messaggio lanciato dal presidente Plinio Vanini ai soci Aral, riuniti a Crema in assemblea generale per il via libera al bilancio 2018 (approvato all’unanimità). Un importante momento di confronto per una realtà fortemente rappresentativa del mondo zootecnico lombardo, con 6421 soci in rappresentanza di oltre 623 mila capi presenti nelle stalle di una regione che rappresenta il 40% della produzione nazionale di latte.

“Se tanti allevatori continuano a guardare alla nostra associazione come ad un sostegno fondamentale per il proprio lavoro, è perché il supporto garantito da Aral agli allevamenti lombardi è a livelli di assoluta eccellenza – ha detto Vanini-. Penso in particolar modo alle attività del nostro laboratorio, che con il suo servizio di analisi garantisce al consumatore un livello di sicurezza impagabile su un volume complessivo pari a circa il 90% del latte prodotto in Lombardia. E’ anche grazie a questa attività se i prodotti Made in Lombardy possono arrivare sul mercato con un sigillo di garanzia assicurato da un sistema di controlli rigorosi e all’avanguardia”.

In prospettiva tuttavia per il presidente Vanini diventerà fondamentale trovare nuove vie per dialogare con il consumatore, trasferendo al mercato quel messaggio di qualità che risalta dal lavoro quotidiano dell’organizzazione.

“Abbiamo raggiunto traguardi ragguardevoli ma non basta – ha detto Vanini -. La nostra struttura tecnica funziona in modo ineccepibile, ma i risultati del nostro lavoro devono ora passare attraverso un processo che consenta al consumatore di premiare l’eccellenza produttiva dei nostri allevatori. Dobbiamo aprire un cantiere per trasformare i nostri dati in indicatori di qualità e benessere animale perché il mercato possa infine premiare le nostre produzioni. Il punto di forza sarà quello di portare tutti i nostri soci a produrre bene”.

Su questo fronte emerge anche la necessità del sistema allevatoriale di ricollocarsi con un nuovo orientamento negli scenari economici globalizzati del futuro; benessere animale, sicurezza alimentare, uso responsabile dei farmaci e sostenibilità ambientale devono diventare i nuovi parametri della qualità del latte lombardo.

“In molti hanno capito che la quantità non è la strada vincente – ha detto Vanini -. Non possiamo più ragionare in termini di nuove spinte all’aumento delle produzioni ma pensare a nuove strade come ad esempio la longevità degli animali: più rimonta significa più inquinamento, che ci piaccia  no, e non possiamo continuare su strade che vanno contro l’opinione dei consumatori Perché la differenza si fa quando la qualità viene premiata: per questo stiamo costituendo un tavolo di lavoro ad hoc dove metteremo le energie necessarie per trasferire il nostro know how e  le nostre idee al mercato”.

La sfida per la modernità passa quindi per la costruzione di una cultura della gestione manageriale dell’azienda agricola capace di aggiornare l’antica sapienza contadina agli imperativi del domani.

“Dobbiamo continuare ad investire le nostre risorse in ricerca, innovazione, nuove tecnologie, formazione – Per questo oggi Aral è coinvolta, come capofila o partner, in più di 20 progetti tecnico-scientifici attivati tra il 2019 ed i precedenti 2 anni: perché crediamo nel futuro delle nostre aziende e dobbiamo impegnarci per rafforzare i fondamentali di un sistema destinato a giocare anche in futuro un ruolo importante nelle dinamiche economiche della Lombardia e dell’Italia”.

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