Cna a tutto campo contro l’articolo 10

Un ricorso alla Commissione europea e all’Antitrust contro l’articolo 10 della legge 58/2019 (il Decreto Crescita) per violazione del diritto comunitario e nazionale della concorrenza. La Cna di Brescia, in affiancamento alla Confederazione nazionale, si schiera contro il provvedimento e scende in campo con una doppia e forte azione: una sarà combattuta nelle aule giudiziarie e l’altra con l’opinione pubblica.

Ci sono sessantaquattro imprese dei settori impianti, legno e arredamento associate alla Cna in tutta Italia, sostenute da quelle bresciane, che hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’articolo 10. E, in parallelo, quale rafforzativo, è stata lanciata la campagna “Bisogna contare fino a 10 prima di toccare gli artigiani” sui mezzi di comunicazione. “Cna farà di tutto per cambiare le cose anche stavolta – sottolinea Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia -: l’articolo 10 danneggia gravemente gli interessi delle piccole imprese del settore impiantistica e dei serramenti impegnati nel mercato della riqualificazione energetica degli edifici”.

Nel 2017 in Italia sono stati realizzati 422 mila interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, che hanno usufruito dell’Ecobonus per circa 3.700 milioni di euro d’investimenti attivati, mentre l’anno scorso il volume è stato di 334 mila interventi mobilitando 3.300 milioni (Rapporto Enea). “Ci siamo attivati autonomamente per sopperire agli errori della politica che, nonostante le dichiarazioni, non sembra assolutamente comprendere le ragioni delle piccole imprese. Chiediamo la cancellazione dell’articolo 10 e, se la politica non ci ascolta, ci rivolgiamo altrove. Quel dispositivo è uno smaccato tentativo di favorire la concentrazione del mercato nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, perché rappresenta un indebito aiuto di Stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie”.

Il settore della riqualificazione energetica oggi vede protagoniste le piccole imprese: l’impressione è che si stia tentando di regalare questo mercato a qualche multiutilities o a ex monopolisti nostalgici. “Noi non ci stiamo e non lasceremo nulla di intentato per far abolire una norma iniqua, che nei fatti mira a subordinare il tessuto della piccola impresa alle logiche e agli interessi delle multiutilities nazionali e locali e che uccide la concorrenza. Lo sconto in fattura è uno scandalo e una mancanza di rispetto verso chi tutti i giorni con il proprio lavoro contribuisce al bene di questa Nazione. In questo provvedimento non c’è crescita, si mette solo ancora una volta in difficoltà il sistema delle piccole e micro imprese”.

Oggi si è anche tenuta una riunione nazionale per illustrare il merito dei ricorsi e fare il punto della situazione su eventuali ulteriori azioni, sia sindacali sia legali, da intraprendere.

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