I Comuni hanno bisogno di certezza e stabilità di entrate la cat. D dell’Imu resti a loro

Uncem ha preso parte alla Camera dei Deputati all’audizione convocata dalla Commissione Finanze in merito alle proposte di legge sulla “Nuova Imu” che vedrebbe unite Imu e Tasi. Il Presidente Marco Bussone, condividendo nel merito la proposta, ha rimarcato alcune necessità per i Comuni. In particolare, il bisogno di avere certezze e stabilità delle entrate, pluriennali, così da fare una pianificazione certa di investimenti e spese. “L’Imu nuova va programmata non senza un’urgente e imprescindibile revisione del catasto che il Paese aspetta da trent’anni – ha detto Bussone ai membri della Commissione e in particolare all’on. Gusmeroli, Sindaco di Arona – Vanno ridefinite categorie e aliquote, ma anche LE detrazioni. Ad esempio andrebbero riviste cosa sono case di lusso e villini e di conseguenza inserire opportune detrazioni. Oggi la detrazione di 200 euro per le case di lusso va ripensata”.

Punto importante toccato da Uncem in audizione alla Camera, la categoria D dell’Imu. Che i Comuni riscuotono ma girano interamente allo Stato. “Nella revisione dell’imposta – prosegue il Presidente Uncem – questa categoria riscossa dagli Enti territoriali non può andare totalmente allo Stato. Deve restare ai territori”. Rientrano nell’ambito di questa categoria catastale gli immobili a destinazione speciale come per esempio i fabbricati di vario genere da quelli attivi per le esigenze industriali a quelli per le esigenze commerciali, ponti privati con pedaggio, fabbricati per attività agricole, pensioni e alberghi, banche e istituti assicurativi, teatri e sale per concerti e spettacoli e altri. Già un anno fa, Uncem aveva chiesto a tutti i Comuni di sottoscrivere un ordine del giorno affinché la categoria D dell’Imu restasse ai Comuni. “Condividiamo che nel nuovo impianto dell’Imu non si paghi per i terreni agricoli in montagna – sottolinea ancora Bussone – come risultato due anni fa di una nostra dura battaglia istituzionale. Oggi interveniamo sulla categoria D. E definiamo una volta per tutte cosa sono gli immobili collabenti, i ruderi, che non devono pagare Imu come è stato sancito in diverse sentenze”.

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