Fatturazione a 28 giorni: l’Adico annuncia battaglia contro compagnie telefoniche

“Se i rimborsi non avverranno in modo automatico, daremo battaglia utilizzando tutti i canali possibili e in primo luogo presentando una denuncia all’Agcom affinché multi nuovamente le compagnie telefoniche. In questi giorni siamo tempestati di chiamate da parte di soci che ci chiedono spiegazione a riguardo”. Ha un diavolo per capello Carlo Garofolini, presidente dell’Adico e il motivo è semplice e riguarda la fatturazione a 28 giorni delle bollette della telefonia fissa e fissa-mobile, procedura di pagamento introdotta da Tim, Vodafone, Fastweb e Wind-Tre da giugno 2017 ad aprile 2018.

Com’è noto quel provvedimento aveva di fatto creato una tredicesima mensilità per gli utenti, aumentando le bollette da un giorno all’altro dell’8,6%. L’Agcom aveva sonoramente bocciato la fatturazione ogni quattro settimane ma le compagnie avevano presentato ricorso al Tar del Lazio, perdendolo. Poi ci hanno riprovato con il Consiglio di Stato che qualche giorno fa ha ribadito la bocciatura della fatturazione a 28 giorni, anche se manca ancora la sentenza per il ricorso di Tim presentato successivamente (ma il risultato è scontato).

Bene, ma da cosa deriva l’arrabbiatura del presidente di Adico? “Vodafone, Wind-Tre  e anche Tim, che deve ancora ricevere la risposta del Consiglio di Stato, hanno già individuato i metodi di rimborso – spiega Garofolini -. le possibilità previste sono due: o l’utente aderisce  a una offerta gratuita, rinunciando all’indennizzo, oppure richiede il rimborso. Vodafone e Wind-Tre hanno predisposto un format sul loro sito mentre Tim ha addirittura deciso che il cliente dovrà invocare la restituzione tramite i canali conciliativi: tavolo paritetico o Co.Re.Com.  Noi vogliamo che  il rimborso sia automatico, in bolletta!!! Non a richiesta dell’utente il quale al massimo contatterà la compagnia se intende aderire a una offerta gratuita. Gli operatori hanno sbagliato, hanno fatto cartello e sono stati sanzionati dall’Agcom che ha imposto il ritorno alla fatturazione mensile. Devono essere loro a restituire i soldi a tutti i clienti con lo storno nelle fatture.  Se ancora si intende procedere con un rimborso a richiesta, noi daremo battaglia senza quartiere”.

La questione rimane apertissima e solo nelle prossime settimane si potranno definire tutti i dettagli di rimborso (le cifre si aggirano fra i 30 e i 60 euro a utente). In particolare è da capire come devono comportarsi i clienti che hanno cambiato operatore durante il periodo di fatturazione a 28 giorni. La cosa certa è che si intravede un nuovo scontro fra le associazioni  dei consumatori e i colossi della telefonia.  Davide lotterà con tutte le sue forze per battere ancora una volta Golia.

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