Coldiretti: stalle scoperchiate e colture distrutte a causa del maltempo

Ancora vento, grandine e tempesta in un’estate che verrà ricordata – in negativo – per il record di eventi climatici estremi che hanno più volte messo a dura prova l’agricoltura e il territorio della provincia bresciana. Ultimo di una lunga serie di episodi che ha investito diverse zone della provincia bresciana con bombe d’acqua, grandinate e forti trombe d’aria.

Particolarmente colpiti i comuni di Carpenedolo, Roccafranca, Rudiano, Coccaglio, Castelcovati, Orzinuovi, Mairano e Bagnolo Mella, Leno e Ghedi dove Coldiretti Brescia segnala allagamenti, danni alle coltivazioni di mais, serre divelte, campi di pomodoro allagati, alberi sradicati, prati sferzati dal vento, stalle e strutture agricole scoperchiate dalla furia di questa nuova ondata di maltempo.

A Rudiano la situazione è drammatica: “in un attimo si è fatto tutto buio – racconta Sonia Moletta imprenditrice agricola e allevatrice di bovini da latte di Rudiano – ero in stalla a mungere e il vento era forte, poi l’acqua e abbiamo sentito un boato, una tromba d’aria, le vacche erano spaventate, il tetto della stalla è volato via e anche altri attrezzi agricoli sono stati danneggiati”.

A Bagnolo Mella problemi con il mais “il mais ha subito danni per oltre il 30%, i campi solo allagati,  ma il rischio maggiore è la piralide – interviene Luciano Valdameri allevatore e presidente di sezione di Bagnolo Mella – non potendo entrare in campo per fare i trattamenti per via della tempesta, l’anno prossimo vedremo il proliferarsi della diabrotica che rappresenta il primo nemico per questa coltura”

I nostri tecnici – spiega Coldiretti – stanno già monitorando la situazione minuto per minuto, raccogliendo le segnalazioni delle aziende agricole coinvolte e supportare gli imprenditori agricoli in queste ore di emergenza. Da una prima stima dei danni si parla di alcuni milioni di euro;  continua il monitoraggio dei comuni colpiti e delle zone del Garda e delle Valli bresciane (Vallecamonica e Vallesabbia) dove per ora oltre al forte vento e alla tempesta d’acqua, non si rilevano danni ingenti alle colture e alle strutture.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici – conclude Coldiretti – è ormai diventata la norma e si manifesta con una più elevata frequenza di sbalzi termici significativi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense. Le anomalie climatiche, con il ripetersi di eventi estremi come quelli degli ultimi giorni, sono costate all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *