Il maltempo non concede tregua agli agricoltori bresciani

Strutture e attrezzi agricoli danneggiati, stalle e tetti scoperchiati, serre divelte, vigneti e uliveti compromessi, strade allagate e alberi spazzati via in pochi secondi dalla furia del vento. Questo lo spaventoso scenario generato dalla nuova ondata di maltempo che ha colpito nel tardo pomeriggio del 12 agosto la città e diversi paesi del sud-ovest bresciano e del basso Garda.

Una nuova conta dei danni da sommare agli 8 milioni di euro già stimati nelle scorse settimane da Coldiretti Brescia in questa estate da dimenticare per l’agricoltura e per l’intero territorio provinciale. L’ultima e impressionante supercella hp si è abbattuta con grandine, vento oltre i 100 km/h e intense precipitazioni sui comuni di Azzano Mella – con la frazione Pontegatello -, Capriano de Colle, Torbole Casaglia, Castel Mella, Travagliato, Bagnolo Mella e Flero, per poi investire le aree cittadine di Fornaci, Villaggio Sereno, Lamarmora e San Polo, toccando anche Santa Eufemia e Rezzato. Ma la tempesta non ha risparmiato i comuni gardesani di Polpenazze, Puegnago, Muscoline e Manerba, dove il presidente di AIPOL Silvano Zanelli segnala danni a vigneti, uliveti, serre e altre strutture. La situazione è grave anche nelle numerose aziende agrituristiche della Valtenesi, con fabbricati, pavimentazioni e colture compromessi.

Una situazione di costante emergenza – commenta Coldiretti – che ci porta a richiedere lo stato di calamità per il territorio bresciano. Mentre i tecnici sono ancora impegnati nella conta dei danni dovuti agli episodi della scorsa settimana, eccoci a fare i conti con la bufera di ieri, il cui bilancio si preannuncia molto pesante. Gli uffici di Coldiretti Brescia restano a disposizione delle aziende per la segnalazione di nuovi danni e per il supporto in tutto l’iter di presentazione dei relativi documenti all’UTR Brescia.

Il susseguirsi di ondate di maltempo conferma inoltre l’importanza di proteggere le aziende e le colture con adeguate polizze assicurative – conclude Coldiretti -, unico strumento per tutelare la propria attività da questo clima che fa sempre più paura.

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