Intervista Lisa Giorè – Sull’orlo del suicidio

In bilico tra euforia e depressione, una continua altalena tra benessere apparente e istinti autodistruttivi, raccontata nei versi di questa canzone, in realtà molto più seria di quello che sembra.

Il nome con tutte le lettere al loro posto è Elisa Giorello, nata a Siena, stessa annata della pubblicazione di It di Stephen King, del disastro di Chernobyl e di quello del Challenger.
Cresciuta immersa nella collezione di musicassette e cd di mia madre, sviluppa una precoce predilezione per i lavori di Alice, Franco Battiato e Matia Bazar.
A quindici anni inizia a prendere lezioni di chitarra, per poi scegliere il canto moderno come materia principale dall’anno seguente ed aggiungendo lo studio del basso elettrico solo dieci anni dopo.
Scrive i primi inediti intorno al 2010, ma il progetto legato a questi si arena più volte fino ad essere abbandonato. Nel 2014, decisa a riprendere in mano i brani rimasti incompiuti, ricomincia la ricerca di musicisti disposti a collaborare, nasce così La Fabbrica di Polvere, la band con cui il progetto di inediti riuscirà finalmente a diventare concreto.
Dal 2016 in poi decide di presentarsi come solista utilizzando lo pseudonimo Lisa Giorè, pur continuando a collaborare in studio e nei live con la band: nel settembre 2016 pubblica l’album autoprodotto “le vie dell’insonnia”, contenente dieci brani inediti.
Nell’aprile 2019 firma con la Interbeat Records, con la quale pubblicherà il secondo album la cui uscita è prevista per il prossimo settembre. Questo lavoro verrà anticipato dal singolo Sull’orlo del suicidio (come al solito), un brano dicotomico costruito sul contrasto tra l’andamento allegro e ritmato della parte musicale e il tema del malessere psicologico, arrangiato dall’amico polistrumentista Mattia Mattei.
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