Da Regione il recupero aree edifici dismessi e abbandonati
Stop al degrado delle città: Regione Lombardia sarà protagonista di questa legge, prima in Italia, che affronta in modo sistemico il grave problema dei centri abitati degradati, oltre che degli edifici agricoli e rurali abbandonati e pone i presupposti per risolvere questioni di carattere sociale.
Grande l’apprezzamento di ANCE, OPERATORI e ANCI per la nuova legge, che si presenta come una delle più importanti della legislatura regionale, frutto di un approfondito lavoro consiliare con un notevole lavoro in Commissione e molte audizioni.
Una vera e propria svolta: “Questa legge non solo è in grado di rimettere in moto il settore edilizio e di abbellire e rendere più sicuri i centri urbani, ma rimette al centro il cittadino, liberandolo da tanti cavilli burocratici”.
Così dice il Consigliere Regionale GABRIELE BARUCCO (FI) a margine dell’approvazione in V Commissione del Progetto di Legge 83: “ – Misure di semplificazione e incentivazione per la rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) e ad altre leggi regionali -, di cui sono relatore e che sarà discusso in Consiglio Regionale il 12 novembre”.
“ L’immobile abbandonato rappresenta un costo negativo per tutta la collettività – prosegue il relatore GABRIELE BARUCCO – mentre un immobile rigenerato è un valore. Ecco perché questa legge è un volano per dare una svolta all’attività di proprietari ed enti locali e potrà essere la base per dare finalmente un volto nuovo ai vecchi centri abitati”.
Obiettivo del provvedimento è mettere in campo strumenti e misure per semplificare e incentivare il recupero di aree abbandonate favorendo quindi il recupero di immobili dismessi. La norma finanziaria prevede un primo stanziamento iniziale di DUE MILIONI DI EURO, che serviranno per promuovere soprattutto i censimenti comunali. Poi si procederà con piani annuali cui concorreranno le risorse statali e regionali per somme da definire in base alle necessità.
Tra gli INCENTIVI sono previsti SCONTI FINO AL 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di i NCREMENTI delle volumetrie FINO AL 20%, a fronte di una serie di prescrizioni che comporteranno il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza. Altro obiettivo del PROGETTO DI LEGGE è la lOTTA ALLA BUROCRAZIA per garantire agli investitori TEMPI CERTI per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile anche attraverso perizia giurata e asseverata.
Gli interventi permetteranno di risanare singole case o porzioni di quartieri, realizzando iniziative di rigenerazione con ricadute positive su abitabilità e attrattività dei centri abitati (anche in termini turistici e non solo urbanistici) e sul piano della sicurezza e della vivibilità urbana. I progetti dovranno rientrare nelle previsioni dei piani territoriali, rispettando la già operante legge sul consumo del suolo. E dovranno essere in armonia con la carta di consumo del suolo, che i Comuni dovranno realizzare, una sorta di censimento degli immobili abbandonati o dismessi da aggiornare annualmente.
Tra I CASI CHE LA LEGGE NON AMMETTE di incentivare con bonus ci sono i recuperi di “grandi strutture di vendita”, mentre VIENE INCORAGGIATA LA TRASFORMAZIONE DI AREE CON SPAZI VERDI, SERVIZI e INFRASTRUTTURE.
A Regione Lombardia il ruolo di coordinamento, mentre l’iniziativa vera e propria passerà ai Comuni e ai proprietari privati. Alla segnalazione di criticità, come edifici fatiscenti e non recuperati da almeno tre anni, seguirà la valutazione tecnica del Comune interessato: il progetto di recupero potrà così essere inserito nei piani annuali.
