Export bresciano, terzo trimestre in forte calo. Sivieri (Apindustria): sarà un 2020 difficile

Nel terzo trimestre 2019 le esportazioni bresciane segnano il passo e registrano un calo del 5,5% rispetto all’analogo periodo del 2018. La diminuzione è invece leggermente inferiore (-2,8%) se il confronto è cumulato, ovvero sui primi nove mesi dell’anno.

A osservarlo è il Centro Studi Apindustria rielaborando i dati diffusi dall’Istat. In valori assoluti, nel terzo trimestre le esportazioni bresciane hanno avuto un valore pari a 3.800.646.136 euro, oltre 200 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 (4.021.336.321 euro). Nei primi nove mesi del 2019 la diminuzione dell’export è stata di circa 360 milioni di euro (12.289.272.034 euro del 2019 contro i 12.649.642.205 del 2018).

In calo anche le importazioni (7.016 milioni contro 7.409 nei nove mesi), il saldo commerciale è comunque ampiamente positivo. Il calo bresciano è in controtendenza rispetto a quanto osservato dall’Istat a livello nazionale: «Nel terzo trimestre 2019 – scrive infatti l’istituto di statistica – la dinamica congiunturale dell’export risulta positiva per tutte le ripartizioni territoriali a eccezione del Centro Italia». Nell’analisi provinciale dell’export si segnalano le performance positive di Firenze, Latina, Arezzo, Milano, Bologna, Roma e Frosinone. Tornando ai dati bresciani, in flessione sono le esportazioni verso tutti i principali mercati di sbocco: Germania (-4,7% sul trimestre; -3,3% cumulato), Francia (-3,9% sul trimestre; 3,4% cumulato), Stati Uniti (-6,6% trimestre; -5,4% cumulato). In calo anche tutte le macro aree, dall’area Ue (8.348 milioni, -3,4%) all’Asia (1.230 milioni; -3,9%), in particolare per il calo significativo verso la Cina (274 milioni, -21% nei primi nove mesi del 2019). Molto positiva invece la performance esportativa verso l’Africa (386 milioni di euro, +10,9% il dato cumulato nei nove mesi). «Il dato bresciano non stupisce – afferma Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria -: siamo molto legati alla meccanica e se quella non va bene, andiamo peggio degli altri. Certo, se nel 2019 parliamo di piccola frenata, i dati relativi al solo terzo trimestre colpiscono negativamente. Credo che per tutto il 2020 si navigherà a vista, almeno per le PMI, e che non poche saranno le difficoltà. Molto dipenderà da come andranno i nostri mercati di riferimento quali Germania, Francia e Stati Uniti: se questi ripartono, anche per noi andrà meglio. Ma, ripeto, l’intero 2020 sarà complicato per le nostre piccole e medie imprese».

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