ARAL, conclusa la prima giornata del seminario a Padenghe

Conclusa a Padenghe sul Garda (in provincia di Brescia) la prima giornata della 22esima edizione dell’ormai tradizionale seminario Sata Bovini organizzato dall’Aral (Associazione Regionale Allevatori di Lombardia), aperto quest’anno da un approfondimento sul tema della sostenibilità ambientale come nuova sfida per la zootecnia del futuro.

Tanti i temi affrontati nel corso della giornata: in apertura il quadro sulle tematiche ambientali nelle politiche regionali tracciato da Giampaolo Bertoncini della Direzione Generale Agricoltura di Regione Lombardia, mentre Stefano Garimberti di Aral ha proposto un excursus sul Progetto Life Dop sull’implementazione dell’economia circolare nella moderna azienda casearia d’eccellenza.

“L’agricoltura è in grado di esprimere meglio di altri settori questo modello- ha detto -.La grande sfida è quella di ricondurre al prodotto finale in uscita i risultati tangibili della sostenibilità”.

Da Flavio Sommariva di Aral un approfondimento sul progetto Geseffe per la Gestione Sostenibile degli Effluenti di Allevamento per la Fertilizzazione delle colture. “Se aumentiamo l’efficienza miglioriamo redditività e performance ambientali, e questo è fondamentale in un’ottica di concentrazione dell’attività zootecnica che sicuramente ha un maggiore impatto sull’ambiente” – ha spiegato. Moderata da Riccardo Negrini dell’Associazione Italiana Allevatori, la seconda sessione dedicata a “Gestione Aziendale tra benessere ed economia” è partita con Michele Blasi del DQA, Dipartimento Qualità Agroalimentare, ente certificazione accreditato, nato nel mondo AIA. “Il consumatore oggi vuole sapere come alleviamo ed il benessere animale rappresenta ormai una variante importante per la redditività nel mondo zootecnico – ha spiegato-. In questo periodo le filiere di Grana e Parmigiano stanno chiedendo ai conferenti la certificazione del benessere animale: ed anche nei contratti per il prezzo del latte è stato stabilito che da giugno sarà necessario avere questa certificazione. Come DQA abbiamo già certificato oltre  600 allevamenti in Lombardia”. Alessia Tondo di AIA ha affrontato la tematica dello stress da caldo nelle stalle alla luce dell’ormai acclarato aumento delle temperature medie in Italia dovuto ai cambiamenti climatici, con decisivo aumento di notti tropicali e ondate di calore che certo portano all’aumento notevole di problematiche anche in ambito zootenico.

Nel primo pomeriggio focus su zootecnia di precisione per una alimentazione sostenibile (Fabio Abeni) e sugli incredibili vantaggi dell’automazione nell’alimentazione animale in termini di risparmio sia economico che energetico (Francesco Tangorra). Alessandro Bagnato dell’Università di Milano ha parlato di “genomica come strumento per fotografare la biodiversità all’interno di ogni singola stalla, cosa fondamentale in un Paese come l’Italia riconosciuta anche dalla Comunità Europea per la grande diversità degli ambienti, delle razze bovine, per le tipologie di allevamento intensivo ed estensivo e per legami delle singole razze con i prodotti tipici dei vari territori. Da qui il lancio delle Scuole di Stalla (la prima sarà organizzata alla prossima Fiera Agricola di Montichiari) per conoscere e capire come valorizzare tutte le informazioni acquisibili tramite la genetipizzazione degli animali in stalla”.

Infine, dopo gli interventi di Carlo Lovati che ha presentato il software Geco e di Daniele Cavicchioli che ha ha presentato i risultati del progetto, ha concluso la giornata la relazione sulla gestione dell’economia aziendale di Fausto Cavalli, per una riflessione finale sull’importanza di implementare la cultura del bilancio aziendale e di un corretto controllo di gestione (alimentazione, mungitura, fertilità…) per migliorare la redditività.

 

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