Un Clima che desta non poche preoccupazioni

Il clima mite e l’assenza di precipitazioni significative nell’ultimo periodo hanno fatto anche scendere il livello idrometrico del fiume Po, basso come in piena estate. Anomalie si registrano anche nei grandi laghi, con percentuali di riempimento che vanno dal 25% di quello di Como al 28% dell’Iseo. Preoccupa il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia), pari a -2,4 metri, lo stesso di metà agosto scorso. Situazione che ha spinto l’Autorità distrettuale di bacino a convocare per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione. Non si prevedono infatti precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%.

L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali e impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa.

Legambiente chiede perciò al governo di approvare quanto prima il Piano di adattamento climatico e di mettere le città, cioè le zone più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici, al centro delle priorità di intervento. In particolare, chiarisce l’Associazione, occorre fermare le costruzioni in aree a rischio idrogeologico approvando una Legge che cambi le regole di intervento nei territori e rivedendo il modo di intervenire nelle città per adattare gli spazi urbani alle piogge e alle ondate di calore.

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