Clima, torna il freddo: a Brescia allerta nei campi per api, piante da frutto e orticole

Il ritorno del maltempo con il brusco abbassamento delle temperature e le correnti di aria fredda fa scattare l’allerta nelle campagne lombarde, dove le api sono già al lavoro e le piante da frutto sono in fiore, complice un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico. Lo rende noto la Coldiretti regionale in base a un primo monitoraggio sul territorio.

La preoccupazione – spiega la Coldiretti – riguarda soprattutto le piante da frutto già in fioritura come pesco, albicocco, ​prugno e ciliegio precoce: “nei nostri campi – spiega Stefano Rocco imprenditore agricolo di Brescia – abbiamo piante di pesco e albicocco a fine fioritura e i ciliegi precoci già in pre-fioritura, se le temperature non scendono oltre i 3 gradi sotto lo zero, dovrebbero resistere diversamente potrebbero esserci seri problemi di produzione”. Se l’abbassamento delle temperature dovesse protrarsi per più giorni, in concomitanza con eventuali gelate, anche il settore orticolo in potrebbe essere compromesso : “con queste  temperature – spiega Vittoria Urgnani imprenditrice agricola di Rovato – non possiamo piantare in campo le colture primaverili che,  nei contenitori piccoli, iniziano a soffrire, speriamo non arrivino gelate diversamente il lavoro potrebbe essere compromesso, per ora stiamo a vedere come procede”.

Osservate speciali anche le api che, ingannate da un febbraio con temperature anomale e ripetute giornate di sole, si sono messe all’opera con settimane di anticipo.” Ora il rischio è che il ritorno del freddo possa far gelare i fiori provocando una battuta d’arresto nel prezioso lavoro di bottinatura e impollinazione di questi insetti – racconta Edoardo Mombelli apicoltore di Quinzano d’Oglio – la situazione è già avanti, il rischio è soprattutto per le grandi famiglie di api che potrebbero rallentare drasticamente il loro operato vanificando il lavoro fatto fino ad ora”.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia – conclude la Coldiretti – dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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