Rolfi: regione Lombardia ha dato a Brescia dieci volte tanto rispetto al governo

“Abbiamo usato gli stessi criteri, con una differenza sostanziale: la Regione Lombardia ha dato alla città di Brescia una cifra dieci volte superiore rispetto al governo. Ancora una volta sono i numeri a dimostrare chi ha a cuore il territorio bresciano“. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito ai fondi erogati dalla Regione alla città di Brescia per la realizzazione di opere pubbliche.

 

“Quando il Governo ha suddiviso i 500 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2020 tra tutti i comuni, a Brescia sono arrivati 210 mila euro. Poco più di 1 euro a cittadino. La Regione Lombardia ha approvato invece uno stanziamento da 2 milioni di euro per la nostra città: più di 10 euro in media a bresciano. Il motivo è semplice: Brescia è uno dei motori economici dell’Europa. I fondi dati dalla Regione serviranno al Comune per interventi su scuole, piazze, teatri, asili, ponti, strade. Opere necessarie per riaccendere l’economia facendo lavorare le imprese del territorio per mettere in sicurezza le infrastrutture che necessitano di manodopera. Lavori da iniziare entro ottobre perché vogliamo che i cantieri ripartano velocemente. In tutta sicurezza, ma l’economia non può più attendere” aggiunge Rolfi.

 

“Brescia paga a Roma una debolezza politica senza precedenti. Purtroppo come rappresentante territoriale al governo abbiamo solo Vito Crimi, che al posto di tutelare il territorio vuole commissariare la Lombardia, e i risultati si vedono. Prima avevano dimenticato la nostra provincia dalle agevolazioni sull’IVA poi abbiamo visto per l’emergenza alimentare un contributo da 1 milione mentre città come Taranto, stesso numero di abitanti, hanno ricevuto 1 milione e mezzo. La strategia di attaccare politicamente la Regione si rivela sbagliata nei fatti. Soprattutto adesso che i comuni, partendo da Brescia, hanno già finito i fondi sull’emergenza alimentare. Dobbiamo concentrare le nostre forze a Roma” conclude l’assessore. “Dopo il piano di bonifica Caffaro per il quale siamo ancora in attesa e i finanziamenti negati sul tpl ora siamo anche abbandonati sull’emergenza alimentare”.

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