La suinicoltura italiana rischia il collasso

“La suinicoltura italiana rischia il collasso, con i prezzi riconosciuti agli allevatori che stanno precipitando di settimana in settimana. Dopo tanti ragionamenti, servono interventi veramente efficaci e urgenti, sia di filiera che da parte dei livelli istituzionali europei e nazionali. Le risorse e le iniziative promesse fino ad adesso, sono ancora insufficienti”.

Non usa mezzi termini il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel commentare la situazione di assoluta crisi che sta attraversando la suinicoltura italiana. L’ultima riunione della CUN (Commissione Unica Nazionale che si riunisce settimanalmente) ha quotato il suino italiano DOP a 1,15 euro/kg, contro una media 2019 di 1,49 (e punte a 1,80), valore ampiamente sotto i costi di produzione. E le avvisaglie per le prossime settimane sono tutt’altro che positive.

“Come stiamo facendo per tutte le emergenze e per tutte le filiere – rilancia il Presidente Prandini– Coldiretti non è semplice spettatrice, ma concretamente attiva con idee e proposte. Questa settimana abbiamo presentato a livello europeo una specifica richiesta per attivare l’ammasso privato dei prosciutti DOP”.

Questo intervento si deve sommare all’avvio del  bando indigenti, per il quale sono stati già stanziati 12 milioni di euro (9 per prosciutti DOP e 3 per i salumi), e alla previsione di un aiuto diretto per le scrofaie, che sono il vero patrimonio della suinicoltura e delle DOP italiane.

“E’ urgente e fondamentale anche una sinergia di filiera – conclude il Presidente Prandini – per favorire l’utilizzo di cosce italiane per la produzione di prosciutto cotto italiano: a fronte di 50 milioni di cosce estere che ogni anno entrano in Italia, lo “sforzo” richiesto alla filiera italiana sarebbe nell’ordine di 1,5 – 2 milioni di cosce, preferendo finalmente quelle dei nostri allevamenti”.

E infine, per Coldiretti,  servono misure urgenti e subito cantierabili, lasciando definitivamente alle spalle vecchie lungaggini burocratiche.

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