Fridays for Future: sciopero nazionale

Fridays for Future ha deciso di tornare a protestare ricreando idealmente una piazza: i cartelli di #RitornoalFuturo contro la crisi climatica.

A causa di questa pandemia ci siamo fatti tutti più distanti. Non andiamo a scuola, non andiamo a teatro, non ci stringiamo la mano, non scendiamo in piazza. Ma tutti questi contatti umanissimi ci mancano, e ci mancano proprio in quanto animali razionali e sociali.
È previsto per il 5 giugno uno sciopero nazionale di Fridays for Future. A Brescia si svolgerà così: alcuni incaricati del gruppo raccoglieranno nei giorni precedenti i cartelli di protesta di chi vorrà partecipare, garantendo la sicurezza e il distanziamento necessari.
Alle 17.30 di venerdì 5 giugno quattro addetti del gruppo posizioneranno i cartelli che ribadiscono l’urgenza dell’azione climatica, in silenzio, su piazza Loggia, la piazza che li
ha accolti in occasione dell’ultimo sciopero globale, la piazza delle proteste pacifiche, la piazza che ha sempre chiesto alle istituzione libertà, giustizia, equità.
Fridays for Future Brescia ha deciso di presentare la campagna nazionale Ritorno al Futuro con questa protesta nuova, responsabile e attenta per due motivi principali: in primo luogo, perché protestare per tenere alta l’attenzione sulla crisi climatica non è meno importante di altre attività che con cautela stanno riprendendo. In secondo luogo perché questa emergenza climatica è uno dei fattori principali che hanno scatenato la pandemia, e la scienza sembra rilevare una forte correlazione tra livelli di inquinamento e diffusione del virus. Non si può dunque pensare di ritornare, dopo questo periodo, al mondo ‘come al solito’.
Fridays for Future vuole così ricordare che se non agiremo subito per rallentare la crisi e invertire la rotta ci dobbiamo aspettare altre emergenze di questa portata, se non peggiori,
nei prossimi anni: la scienza ci avverte e ci allarma. Non possiamo permetterci altre catastrofi umane ed economiche. Non possiamo permetterci nemmeno una seconda catastrofe.
L’uomo ha inventato la musica, la letteratura, la scienza, siamo dunque in grado di sapere e di capire, e di risolvere i danni che abbiamo provocato: ascoltiamo la scienza e agiamo.
Per questi motivi noi torniamo in piazza, virtualmente, per seguire la scienza e la giustizia.

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