“Passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati”: UniBs aderisce al progetto del Consiglio d’Europa

L’Università degli Studi di Brescia aderisce a EPQR – European Qualifications Passport for Refugees, il progetto lanciato nel 2017 dal Consiglio d’Europa in Grecia, Francia e Paesi Bassi ed esteso anche all’Italia nel 2018, che nasce dalla necessità di accertare e certificare qualifiche, conoscenze, abilità e competenze dei titolari di protezione internazionale che non dispongono di documenti ufficiali sufficienti ad attestare i percorsi di studio o lavoro compiuti nel Paese d’origine.

Pensato per aiutare i rifugiati ad integrarsi nelle comunità in cui vivono – e lontano dall’essere un documento identificativo nel senso letterale del termine – il Passaporto Europeo delle Qualifiche per i Rifugiati è un documento che riporta informazioni affidabili e opportunamente valutate, rappresentando un innovativo e valido strumento a disposizione degli Atenei per valutare l’ammissibilità ai corsi di studio e dei datori di lavoro per considerare possibilità di impiego.

La quinta sessione del progetto sarà coordinata nei mesi di giugno e luglio 2020 dall’Università degli Studi di Brescia. L’iniziativa, denominata “UNIBS accoglie”, è promossa dal Centro d’ateneo U4P University for Peace nell’ambito del Piano Strategico 2020-2022, nonché del Manifesto dell’Università Inclusiva UNHCR e del Global compact on refugees dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite. Il Centro aderisce al network Università per la Pace, la rete delle Università impegnate per la diffusione della cultura e della pratica della pace positiva.

A partire dalla seconda metà di giugno, esperti credential evaluators del Consiglio d’Europa, in collaborazione con CIMEA, valuteranno, sulla base di un dettagliato questionario e di un colloquio individuale, il rilascio del “Passaporto” per circa una ventina di candidati – uomini e donne tra i 19 e i 61 anni provenienti da Cina, Iraq, Eritrea, Camerun, Repubblica di Guinea, Repubblica Democratica del Congo, Sudan e Costa d’Avorio – coinvolti nel progetto grazie all’impegno dell’Ufficio Segreteria e Informazioni studenti, che ha promosso l’iniziativa presso agenzie del territorio operanti con richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Due dei candidati risultano già vincitori di borsa di studio UniBs “STAR- students at risk”, che permetterà loro di immatricolarsi il prossimo anno a corsi di laurea nelle aree di Economia e Ingegneria.

Dal 2017 al 2019 sono più di 400 i “Passaporti” emessi nell’ambito del progetto EPQR, al quale attualmente aderiscono diversi Paesi europei e un team di credential evaluators provenienti da Armenia, Canada, Francia, Germania, Italia, Grecia, Olanda, Norvegia e Regno Unito. In Italia l’iniziativa è supportata dal Ministero dell’Università e della ricerca, dalla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e dal CIMEA – Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, ente della rete ENIC-NARIC.

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