A2A Bedizzole: conferenza su nuovo impianto a Bedizzole

A2A Bedizzole: Il 24 giugno Conferenza di Servizi Provincia Brescia su nuovo impianto a Bedizzole. Denuncia Comitati ambientalisti, “troppe incongruenze”. Anche ATS Brescia critica: “Impianto insostenibile”

 

Da anni il Comitato Cittadini Calcinato sta informando la cittadinanza delle problematiche legate ad un impianto che A2A Ambiente intende realizzare al confine tra Calcinato e Bedizzole, che seppur nell’ottica di aziende che operano nell’economia circolare, rimane comunque un impianto perenne di trattamento rifiuti sul territorio determinando ulteriori impatti a Calcinato visto che, l’impianto, si posizionerebbe a ridosso del centro abitato di Ponte San Marco. Informativa avvenuta con i pochi mezzi a disposizione tramite social, volantinaggi, incontri mirati con Provincia – Presidente Alghisi (addirittura due volte), con le amministrazioni di Calcinato e Bedizzole (rimaste sempre silenti su questo ennesimo sfregio al territorio anche a ridosso della conferenza decisoria prevista fra pochi giorni), tramite articoli di giornale e organizzando una serata informativa alla sala civica di Ponte San Marco a fine gennaio 2020 alla presenza di tecnici esperti di impiantista di recupero della  FORSU e di cittadini che hanno raccontato cosa significhi vivere nelle vicinanze di questi impianti (ricordiamo uno di proprietà di A2A).

Il Comitato Cittadini Calcinato e Laboratorio Ambiente parteciperanno, con l’esperto Attilio Bonetta, alla Conferenza di Servizi indetta per il 24 giugno 2020 dalla Provincia di Brescia per decidere in merito alle autorizzazioni al nuovo mega impianto previsto a Bedizzole, al confine con Calcinato (BS). La Conferenza si svolgerà in remoto e i Comitati che si oppongono all’ennesimo impianto impattante sul territorio, fanno sapere che la Relazione tecnica di A2A mostra molte incongruenze e potenziali pericoli per l’ambiente, la salute e il territorio.

 

Ad esempio:

L’ATS di Brescia rileva diverse problematicità. “Il progetto prevede di utilizzare mezzi con grande capacità di trasporto per ridurne il numero, ma ciò comporterà dimensioni maggiori e conseguentemente un ingombro più significativo. Ciò va a confliggere con la sicurezza dei fruitori della strada priva banchine laterali siano essi pedoni o ciclisti ed un incremento di rischio per la loro incolumità ed in generale di maggiore incidentalità. Il traffico aggiuntivo di mezzi pesanti sarà pari a 40 viaggi di mezzi pesanti/giorno (in-out). I mezzi degli addetti (autoveicoli), invece generano un flusso veicolare stimato pari a 20 transiti giornalieri”.

L’impianto non è collegato alla rete fognaria e, tuttavia, deve smaltire enormi quantità di reflui (44.451 tonnellate/anno da digestato), contenente 215 tonnellate/anno di ammoniaca a cui vanno aggiunte ingenti quantità di soluzioni acquose esauste degli scrubber (presidi ambientali), acque di lavaggio dei mezzi, percolati di processo, percolati da biofiltro, soluzioni delle camere di lavaggio, upgrading del biogas, ecc. Queste ingenti quantità di reflui da smaltire rappresentano la vera criticità di questo progetto in quanto lo smaltimento, presso impianti dedicati, inciderà con un costo elevato nella gestione dell’impianto.

Il flusso emissivo previsto sarà di ben 240.000 m3/h pesantemente “gravato” di contaminanti, soprattutto ammoniaca. La pessima gestione delle emissioni, da parte di altri impianti di A2A, non

 

 

 

 

depone a favore del progetto (vedasi lo studio del Politecnico di Milano sulle emissioni dell’impianto di Giussago-Lacchiarella – Pv-Mi).

 

L’ATS di Brescia evidenzia come “Le molestie olfattive, pur non rappresentando di per sè un rischio specifico per la salute, tuttavia nei soggetti più sensibili possono scatenare disturbi quali cefalea, nausea, disturbi del sonno interferendo sulla qualità della vita e sullo stato di benessere psicofisico, considerando anche le limitazioni che la presenza di cattivi odori comporta nel godimento degli spazi all’aperto e dell’ambiente che ci circonda”. La stessa ATS aggiunge un giudizio netto sull’inopportunità di questo nuovo impianto, affermando: “L’area è già gravata da problemi di impatto odorigeno così significativo per la loro intensità da comportare l’istituzione di un apposito tavolo da parte della amministrazione comunale di Calcinato. Per questa ragione, aggiungere nella situazione attuale, altri impianti che possano comportare ulteriori molestie olfattive per la emissione di sostanze odorigene percepibili da più dell’85% della popolazione, non appare sostenibile”.

 

La zona, oltre ad essere interessata dalla imminente devastazione per la tratta dell’alta velocità, è già estremamente satura di impianti, di discariche e di realtà di trattamento rifiuti ad elevato impatto ambientale.

 

Il nuovo impianto per trattare, inizialmente, 75 mila tonnellate anno di rifiuti umidi urbani, FORSU e per produrre Biogas e poi Biometano, è duramente criticato nel documento elaborato dai tecnici dello Studio “Terra srl”, incaricati dal Comune di Bedizzole.

 

Il sito prescelto per l’impianto è un’area archeologica “a rischio medio alto” secondo quanto messo nero su bianco dalla Soprintendenza Archeologica, delle Belle Arti e del Paesaggio delle Province di Brescia e di Bergamo. La Soprintendenza, tuttavia, ha concesso un curioso nulla osta, in base ad uno studio commissionato dalla stessa A2A (un po’ come chiedere all’acquaiola se l’acqua è fresca). “Si rileva, infine, come, secondo i dettami dell’economia circolare e relative direttive europee, la frazione umida dei rifiuti urbani, come tutte le frazioni raccolte separatamente, ha un intrinseco valore economico e va assegnata quindi tramite gara di evidenza pubblica, al miglior offerente, secondo criteri di trasparenza, economicità ed efficienza. A2A che, tramite Aprica e altre controllate dalla stessa A2A, raccoglie l’umido e poi lo consegna agli impianti A2A è illegittimo ed è già stato oggetto di segnalazione all’Autorità Garante per la Concorrenza del Mercato e all’ANAC.”, concludono il Comitato Cittadini Calcinato, Ambiente Futuro Lombardia e Stefano Apuzzo, Direttore di Laboratorio Ambiente e già deputato ambientalista. Il progetto di A2A si fonda sulla certezza del conferimento della Forsu raccolta a Brescia e provincia, pratica illegittima.

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