Il trasporto pubblico locale di Brescia si prepara ad affrontare il nuovo anno scolastico 2020-21

Il prossimo 14 settembre è stato fissato l’inizio delle attività scolastiche del nuovo anno 2020-21.

Gli attori del trasporto pubblico dell’intero territorio provinciale stanno lavorando da tre mesi per prepararsi ad affrontare questo momento, ben consapevoli dell’impegno richiesto sotto il profilo organizzativo e della sfida particolare posta dalle condizioni di emergenza in cui si dovrà operare – che sotto il profilo normativo sono state recentemente prolungate fino al 15 ottobre prossimo in base alle più recenti disposizioni emanate a livello governativo.

L’Agenzia del TPL è stata chiamata a coordinare il gruppo di attori direttamente coinvolti nella questione (Ufficio Scolastico Territoriale, Aziende che svolgono i servizi di TPL su gomma e per ferrovia nel bacino di Brescia) e che hanno lavorato assiduamente e con grande spirito di collaborazione, nell’ambito del “Tavolo ristretto Trasporti” – all’interno del più ampio consesso di stakeholders (Web Team Trasporti) chiamati dal Prefetto di Brescia, dott. Attilio Visconti, a condividere le scelte organizzative – per individuare e definire le opzioni operative più confacenti, anche in relazione ai numerosi vincoli di natura tecnica, economica e normativa esistenti.

L’esito di questa attività e le proposte avanzate dopo una lunga serie di confronti con gli esponenti e i referenti del mondo della scuola locale (in particolare, oltre all’UST, dai rappresentati dai referenti degli Ambiti scolastici e dai Dirigenti scolastici degli Istituti Secondari di II Grado i cui studenti in misura largamente maggioritaria si avvalgono del trasporto pubblico) confermano l’impianto organizzativo impostato nel Web Team Trasporti che in ragione dei vincoli di distanziamento fisico negli ambienti scolastici e a bordo dei mezzi di trasporto prevede in line di massima la possibilità di poter avere contemporaneamente sui banchi di scuola una quota indicativa del 50% dei medesimi.

In relazione ai vincoli ancora più stringenti fissati dai Decreti ministeriali che caratterizzano le possibilità di trasporto (ovvero la presenza teorica del 60% dei passeggeri a bordo ma il divieto di occupare sedili affiancati) ne deriva la necessità di dover organizzare in due scaglioni il trasporto degli studenti. La necessità di dover eseguire un “secondo giro” di autobus per raccogliere tutti gli alunni e consentire che le classi vengano mantenute integre nella loro composizione (pur turnando alternativamente) comporta un distanziamento orario di circa 90’ tra i due scaglioni. Questi sono gli elementi di conoscenza che si è ritenuto opportuno fornire già ora, in attesa di comunicazioni più dettagliate che potranno fornire gli Istituti.

L’Agenzia ha peraltro sollecitato la Regione – sia nel corso degli incontri tecnici svoltisi nelle scorse settimane, sia in via formale con nota del 20.07.2020, inviata anche alle Associazioni di categoria – a valutare la possibilità di eliminare il vincolo di distanziamento laterale tra i sedili dei bus in modo da rendere utilizzabili tutti i posti a sedere ed elevare la percentuale di persone trasportabili ad un valore che potrebbe raggiungere il 65-70% del numero di persone che mediamente venivano trasportate nella situazione ante COVID-19. L’adozione di un simile provvedimento, così come hanno fatto altre Regioni contermini a quella lombarda – tenuto conto che una certa parte di studenti valutabile nel 20-30% già raggiunge il proprio istituto senza avvalersi del TPL – consentirebbe di aumentare significativamente la quota di studenti presenti a scuola.

 Armonizzare corse dei bus e orari delle scuole si è rivelato compito tutt’altro che facile, considerate in primis l’estensione della raggiera delle provenienze degli studenti verso i rispettivi istituti di frequenza, i vincoli tecnici dettati dal numero disponibile di autobus e personale di guida e le variegate esigenze didattiche connesse alla varietà di indirizzi formativi offerti. Al riguardo esprimiamo un ringraziamento verso tutte le entità variamente coinvolte per la collaborazione ricevuta, in primo luogo le Aziende e gli Uffici dell’UST, oltre che le Organizzazioni sindacali.

Tutto ciò a fronte di un quadro che permane molto critico sotto il profilo finanziario, in ragione da un lato della riduzione del contributo della Provincia di Brescia che era negli anni precedenti di 7,5 milioni di euro, peraltro drasticamente ridotto con la decisione di mettere finora a disposizione del TPL solo 920.000 euro ottenuti con operazioni straordinarie di finanza, ma senza garanzie per i 2 milioni di euro per cui la Provincia si era impegnata. Dall’altro, dalla necessità di far fronte all’impatto economico dei potenziamenti delle “corse scolastiche” (sicuramente ingenti e peraltro molto variabili a seconda del prolungarsi della situazione di crisi oltre la fine del 2020) senza che Regione Lombardia abbia finora assunto (e sembra non voler assumere) impegni di sostegno economico, pur necessari allo scopo.

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