Vino, Coldiretti: a Brescia 4mila posti di lavoro con buoni vendemmia

 Massimo Albano: “Semplificare il voucher agricolo significa creare opportunità per tutti”

“La vendemmia ormai alle porte potrebbe sbloccare nel bresciano 4mila di posti di lavoro occasionali sui 25mila stimati a livello nazionale. Serve però una radicale semplificazione del voucher “agricolo”, per ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne”. Questo il commento del direttore di Coldiretti Brescia Massimo Albano, nel sottolineare la necessità di ripensare con urgenza questo meccanismo in momento storico che vede tanti lavoratori in cassa integrazione e famiglie in difficoltà.

Negli ultimi anni – aggiunge Coldiretti Brescia – si registra un crescente interesse per il lavoro nelle campagne, anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici. Una tendenza positiva, da accompagnare con misure per la semplificazione e il contenimento del costo del lavoro che consentano di competere con Paesi come Francia e Spagna, dove la situazione è più favorevole. Con l’abrogazione della disciplina del voucher cartaceo– continua Coldiretti Brescia – il sistema agricolo è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di un utilizzo esagerato e fraudolento, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dalla sua introduzione nel 2008 fino ad oggi è irrimediabilmente andato perduto.

Un danno pesante anche per il settore vitivinicolo, che grazie al pressing di Coldiretti dall’agosto 2008 godeva della possibilità di utilizzare voucher per la raccolta dell’uva, molto apprezzati da imprese e lavoratori occasionali. In base ai dati pubblicati dall’INPS, infatti, nel 2016, ultimo anno di pieno utilizzo, a Brescia sono stati utilizzati nel settore agricolo 33.520 buoni lavoro, su un totale venduto pari a 4.219.691 (pari quindi allo 0,79%): ciò a riprova che non è certamente il comparto primario ad abusare dell’utilizzo che poi ha determinato l’abrogazione dello strumento.

“Non possiamo permetterci di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia agricola, anche sul territorio bresciano – conclude il direttore Albano –. Per questo chiediamo l’introduzione di un “buono lavoro” agile, flessibile e soprattutto attivabile in pochi passaggi, un’occasione per creare valore, garantire i raccolti e supportare le fasce più deboli della popolazione”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.